lunedì 11 luglio 2011

La guerra alle Ombre interiori












La volontà iper tecnologizzante è la sostanza subdola di un radicale nichilismo mirante ad asservire l’uomo alla macchina, ad annullarne l’essenza multiforme tramite un vuoto tecnicismo assolutamente contrario alla vita.
Mortificare la psiche, indebolire le facoltà recettive del corpo nella finalità di dissolvere l’anima dell’uomo e l’anima Mundi, ecco la cupa finalità della volontà iper tecnologizzante.

Come scrive Guido Ceronetti riferendosi alla Tav di Val di Susa:

“La Tav (mi provo a darne una definizione non politica) è parte della fondazione di un impero mondiale della Tecnica che opera a ridurre in schiavitù, una schiavitù mai vista, di cui si vanno da molto tempo palesando i segni - il genere umano senza distinzioni etniche e spirituali, gli animali, i semi modificati (OGM), le erbe, l’animato e l’inanimato, tutto. Le connessioni con la finanza, i poteri criminali (ritenuti separabili solo perché fuori della legge), i partiti, i governi, forme e formule terroristiche, non dicono che il nominabile, e non nominano che qualche utensile, di questa mondializzazione che a poco a poco va privando il vivere delle ragioni per vivere (vivendi causas).”


Le forze oscure che danno avvio a quest’ispirazione malvagia che riconduce la vita ad un solo significato industriale sono le medesime che da millenni attentano alla nostra specie.

Ridestarsi è quanto mai importante, gli idoli che la società venera non sono altro che raffinate quanto perverse opere di seduzioni oscure, un veleno etereo che esaltando l’ego inferiore intorpidisce l’animo rendendolo incapace di provare reale empatia, affettività e incanto che sono i basamenti su cui poggia l’idea della Disciplina fisica e spirituale: la Sacra Disciplina.

Allenare solo il corpo non serve a nulla se questo contribuisce ad incarognire l’animo e far aderire la mente ad un idea deforme che concepisce il fisico solo come macchina; l’uomo come un robot biologico.

E’ il radicato atteggiamento di razionalità e disincanto che impedirà il nostro “ritorno in Patria”, che ci farà mancare di assolvere al compito più importante che questa vita ci ha destinato per elezione di stirpe – umana stirpe –

Quello dell’industrialismo è un attacco contro il Sacro, l’ultimo atto di una Guerra che secoli addietro ha visto incrementare l’offensiva qui in Occidente per mezzo dell’impostura dogmatica operata dalla Chiesa Cattolica, dalla sovrapposizione assolutamente violenta sulla Religione Avita che ha operato, seguendo con le diverse Inquisizioni e coi suoi ripetuti sostegni alle brutali conquiste di civiltà extraeuropee; coerentemente alla sua primitiva volontà di contraffare l’originario messaggio cristiano, ribaltato (con la riforma voluta da Costantino) in arido apparato normativo e istituzionale atto a consolidare una ricchezza e potere solo terreni.

La seduzione oscura cambia i suoi supporti indifferentemente ma noi possiamo riconoscerne il sigillo operativo nel significato della contraffazione che essa opera sul senso stesso della vita, dove elimina ogni risonanza operativa autenticamente profonda atta a rivelare, attraverso l'esecuzione di azioni coscienti, la traccia ispiratrice di quel senso superiore che eleva l’animo alla dimensione dell’eterno.

L’organicismo istituzionale, sia esso teologale o industriale afferma un dogma che è la burocratizzazione di un ansia repressiva e di controllo riguardante la spontaneità della vita in tutte le sue possibili articolazioni e difatti, oggi il controllo tende ad essere totale (OGM, farmaceutica industriale, ingegneria genetica, indebiti accanimenti terapeutici che vedono non a caso lo stretto sodalizio tra la macchina e l’apparato ecclesiale)
Tutto ciò è la sostanza di un immane opera di vampirismo animico-energetico del cui pericolo la Tradizione ci ha sempre avvisato, offrendoci peraltro gli strumenti più idonei per contrastare efficacemente tali forze dissolvitrici.
Rinnovare le forme di resistenza e di contro attacco sta a noi che siamo gli “aratori dell’ultima ora”.
Riattualizzare delle modalità in cui il senso della Disciplina interiore torni a riflettersi nella fisicità corporea è doveroso per quanto possa sembrare un atto disperato e senza alcuna speranza di riuscita.
L’atteggiamento rituale è il primo riflesso cosciente di un antica ispirazione rinnovata attraverso la trama dell’Età presente.

Il compito è quello di ricrearci "Cavalieri spirituali"...appare assolutamente ingenua tale affermazione...ma è davvero necessario tentare ciò per convertire innanitutto l’offuscante compressione sessuale, fortemente esaltata in questa società involuta.
Occorre interiorizzare, anelare al Casto Erotismo, ovvero, a quell’unico principio autenticamente virile e che intendo come vero ed unico atto di coraggio o atto Guerriero che i tempi ci richiedono…non parlo di un castrante voto di castità…mi riferisco ad un principio che riguarda il fondamento stesso della Tradizione senza l’esercizio del quale si decade nello scialbo letteralismo o tradizionalismo; cose utili solo ad esaltare l’ego.

L’immane limitazione inerente alla mentalità moderna c’impedisce di affrancarci da questa manipolazione o deviazione dell’istinto, corrotto ad appagarsi di stimoli avvilenti.
La tendenza inferiore desacralizza il desiderio quanto l’atto perché fraintende la materia come una cosa solo finita e sovranizza la transitorietà effimera della sua stessa consumazione facendo disperdere irrimediabilmente la tensione o energia aurea dell’essere.

A quest'ordine involuto di cose sono funzionali donne e uomini intimamente deboli, agiti da molteplici fisime e capricci, nevrotizzati e dimentichi di sé.

Il cambiamento da molti ultimamente auspicato e che in sostanza è pur sempre allegoria o metafora del maggiore che tutti ci attende, vale a dire la morte, deve coglierci preparati, massimamente desti, e per essere desto intendo dire essere ispirato, tendere all’ispirazione, alla Suprema e incantevole illusione su cui fonda lo stesso Universo.
Poiché dissolvendoci nell’ignoto, (quando accadrà sarà relativo) noi saremo chiamati ad assolvere alla prova più ardua che la natura universale ha preordinato, essa è il setaccio che filtra le impurità attraverso il corso indistinto del tempo, avviando l'essenza oltre il tempo stesso.

Il Tuffatore di Paestum dipinto sulla lastra votiva funebre in nessun altra corrente si proietta se non in questa recondita corrente meta-dimensionale.
Egli appartiene ad un età lontana e ancora prossima alla magnifica tradizione estatico veggente del mondo arcaico…noi assieme a lui a quella felicità e bellezza aneliamo tornare con cuore realmente puro, pervaso di Eros e Furor, per introdurre il desiderio in una dimensione superiore dove nessun surrogato concettuale potrà far presa sulle intime aspirazioni e deviarne l’impalpabile andamento.

Dobbiamo essere Filosofi non solo ragionanti, ma Filosofi originari: coloro che praticano esercizi destinati a formare le anime piuttosto che informarle solo di concetti sistemici.
E’ l’ascesa in sé quella realtà operativa che siamo chiamati ad effettuare in un mondo contaminato di rifiuti d’ogni qualità.

lunedì 4 luglio 2011

L'attuale Sovversione Acrilica - Controgenesi














In quest’Età “nuova”, con ciò intendo dire in quest’Età che sembra palesare modalità esistenziali mai sperimentate prima dall’uomo nel corso della storia, è sempre più dura da sopportare questa sensazione di impotenza.
Forse mai come adesso è attualizzabile il senso più vero della Guerra interiore…è la cosa più difficile ma se comprendiamo la nostra natura profonda che non è quella di animali parlanti ma di creature allegoriche e simboliche, allora è proprio adesso che occorre rinnovarsi intimamente, gravemente, e per usare un espressione brutale, “vomitare” le nostre stesse carni.

Si prospetta per l’immediato futuro una contro-genesi, la parodia offerta da un concepimento sintetico che dovrà rimodellare alcune dinamiche regolanti i rapporti reconditi della materia, ciò si evidenzia dalla sempre maggiore invasività che hanno le ricerche sulla ingegneria genetica e le nano tecnologie, l’ostinata irrorazione chimica del cielo.
Singolarmente siamo impotenti e non credo la decadenza della storia umana sia stata mai così fonda.
La stessa digitalizzazione inaugura il tempo del dissolvimento, del nostro confinamento all’interno di un applicazione cieca, monotona, preposta a dissolvere l’incanto della vita.

L’ordine tecnologico avvilisce e deforma l’istinto, non può offrire strumenti idonei alla formazione della persona che sempre di più sarà, suo malgrado, frammento di un sistema mostruoso.
E’ la sua stessa disposizione di scansioni e frequenze a rendere la tecnologia incompatibile con la vita, al di la di tutte le forzature possibili che sono state fatte e che si potranno fare.

Questo metodo “sordo” utile per la trasformazione di materie prime in prodotti cosiddetti finiti, le stesse informazioni insite nei primi motivi assemblanti le componenti tecnologiche, dico quest’imbrigliamento di causa effetto per com’è impostato genera un immane “onda” incoerente che investe la vita dissociandola nel profondo.

Per salvarci l'unica via percorribile rimasta è anche la più impervia, dovremmo innanzi tutto rettificarci intimamente, e farlo contro ogni aspettativa avversa che il mercato dei consumi complice una libertà solo esteriore promulgata dall’ideologia pop ha proposto per impoverire in appena due generazioni lo spirito come niente, ripeto ancora, poté fare prima nella storia.
Necessariamente occorrerà recuperare il senso puramente eroico (leggi ispirato) di un Casto Erotismo, che è tensione lirica e mantenimento di una freschezza interiore contraria ad ogni “indurimento senile” dell’animo che intende la materia come una cosa solo da consumare o da ridurre ad un significato solo profano.

La pressante attualità del nostro dramma interiore riguarda appunto l’assenza di un metodo capace di rinnovarci totalmente, in questa nuova era che è la digitalizzazione è come fossimo racchiusi negli indistinti perimetri di un “contro fascino”, confinati nei dominii di un contro – rito o rito buio emanato per dissolvere l’anima; emanato per dissolvere ogni forma di resistenza verso questa volontà dissacrante e disgregante.

Riporto ciò che appunta Wikipedia alla voce - realtà digitale - e che trovo assolutamente pertinente, nonché inquietante: “Nella parabola della sofisticazione di ciò che si ha intorno, non si inscrive solo un processo di miglioramento tecnologico, ma trovano spazio i geni nuovi di un cambiamento e di un ripensamento dell'intero modo di concepire il reale, le sue cose e gli usi che ne facciamo”.
Il passaggio dall'analogico al digitale non riguarda solo ed esclusivamente il mondo della tecnologia ed i suoi fruitori, non solo i massmediologi e quanti, in questi anni, si sono occupati di vecchi e nuovi media. Parlare di analogico e digitale, in fondo, significa oggi parlare delle due esclusive modalità di produzione e fruizione del flusso comunicativo (o forse, delle più importanti categorie di gestione e comprensione della realtà)".

Digitale è il regno dei caratteri discreti, per tali intendo una sintesi larvale della realtà filtrata e convertita per essere aderenza formale e solo strumentale del vero (come sono le sementi sterili OGM).

Digitale è una frammentazione utile a scardinare l’essenza della realtà, un astrazione che ne rappresenta la sostanziale caricatura in cui si mostrano i ritmi assolutamente sconnessi di un mondo “nuovo”, dove le cose non avranno sfumature e per questo saranno sempre più ostili; saranno 0 o 1, dentro o fuori, bit o non-bit, per assolvere ad una programmata, articolata quanto aberrante laboriosità il cui fine non è elevare ma demolire la nostra integrità psichica.

Per questo aspetto preminente che contraddistingue il "nuovo ordine tecnologico", per la sua inequivocabile valenza simbolica possiamo identificarne la sostanza nella più colossale delle manifestazioni diaboliche e tale, poiché separa, scardina atrocemente con una modalità che sembra davvero irreversibile, l’uomo dalla maggiore armonia da cui originariamente deriva e dunque dai suoi motivi spirituali più profondi.

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