lunedì 29 agosto 2011

Iniziazione e oscurità del tempo presente











“Coloro che dicono che prima si muore poi si risorge,
si sbagliano. Se non si riceve prima la resurrezione
mentre si è vivi, quando si muore non si riceverà, nulla”.
(Il Vangelo di Filippo)


“E’ opinione di tutti i magi che se la mente e il pensiero non sieno sani, il corpo a sua volta non possa esser sano e viceversa.
Ora noi non possiamo, secondo l’opinione di Ermete, ottenere la fermezza e il vigore della mente che dalla purezza della vita dalla pietà e dalla religione sacra, la quale purifica per eccellenza la mente e la rende divina.
La religione viene altresì in soccorso della iattura e ne fortifica le forze, nel modo stesso con cui il medico fortifica la salute corporale e l’agricoltore aumenta la fertilità del suolo.
Gli spiriti malvagi traviano spesso coloro che spregiano la religione e solo nella conoscenza della religione si può trovare il disprezzo e il rimedio al vizio e la protezione contro gli spiriti maligni.
Infine l’uomo veramente pio è bene accetto presso la divinità, ed egli si eleva tanto sopra gli altri uomini, quanto gli dei immortali si elevano sopra lui.
Dobbiamo dunque per prima cosa offrirci purificati e raccomandarci alla divina pietà e religione e poi, sopiti i sensi, con la mente tranquilla, lodando e adorando, aspettare quel divino nettare ambrosiano, il nettare dico che il profeta Zaccaria chiama il vino che fa germogliare le vergini, quel sovraceleste Bacco, il sommo di tutti gli Dei ed antistite dei sacerdoti, autore della rigenerazione, che gli antichi poeti cantarono due volte nato e da cui tanti divinissimi rivi emanano nei nostri cuori.”
(Cornelio Agrippa: Della necessità della Virtù e dell’utilità della Religione)

Plutarco ci spiega che, la condizione di chi si preparava alla Iniziazione era paragonata con quella di chi si preparava alla morte.
“Non è stato senza ispirazione divina che ha parlato colui che ha detto che il sonno equivale ai Piccoli Misteri della morte, poiché il sonno è realmente una prima iniziazione della morte… La morte consiste nell’esiliarsi dal corpo; il sonno consiste nel fuggirlo come uno schiavo fugge dal suo padrone.
Raggiunta la morte, l’anima sente una sensazione simile a quella degli Iniziati ai Grandi Misteri. Difatti il termine morire (teleutai) e quello di essere iniziato (teleisthai) si assomigliano, così gli
stessi eventi”.

Iniziato ai sacri Misteri ha descritto, per la parte che gli era permessa dal giuramento sodale, più di ogni altro argomenti attinenti ai sacri Misteri, ripresi in modo diverso dalla Tradizione cattolica.
In verità sotto certi aspetti non è errato definire “morto” il non-iniziato, in quanto é solo dopo lo svegliarsi al termine dell'iniziazione che si configura lo status di “vivente”.
L’Iniziato, veniva in Occidente chiamato “il primo nato” e in Oriente “il due volte nato”.

Nell’antichità venivano celebrati i Grandi e i Piccoli Misteri intesi non come mere ripetizioni concettuali o vuote rappresentazioni mitiche, ma come Scuole di Sapienza, tanto che ottennero nel loro tempo il massimo apprezzamento dalle migliori menti, basti citare: Platone, Euripide, Socrate, Aristofane, Pindaro, Plutarco, Isocrate, Diodoro, Cicerone, Epitteto, Marco Aurelio, Giuliano.
Nell’antico Egitto gli Iniziati ai Misteri erano i frequentatori della Casa della Vita, una comunità di Sapienti, Sacerdoti e Costruttori, detentori di una Conoscenza Primordiale.

Le tradizioni egizie, greche, indù, affermano che da principio non vi erano altro che i Misteri, la Conoscenza, Gnosi, Vidya, regnava fra gli uomini in un tempo felice.
Gradualmente sopraggiunse l’oscurità per lo Spirito e alla purezza originaria si mescolò l’impurità dell’avidità, degli egoismi, fino a giungere all’attuale era oscura, per intenderci quella del Ferro per i Greci, del Kali Yuga per gli Indù.

Apuleio dice d’essersi fatto marinaio eccezionale per aver navigato attraverso tutti gli elementi per approdare al confine allegorico della morte, posto nell’emisfero celeste che si trova al di sotto l'orizzonte emblematico dell’Occidente.
Iside (Demetra), era sia la patrona degli Iniziati, che dei marinai.
Il candidato s’immerge negli elementi del grande mare, nuotando come un pesce.
Si ricorda che i pesci nel santuario di Apollo in Licia erano chiamati Orphoi, e che Orfeo era paragonato ad un pesce, al pari di Bacco ugualmente denominato IKΘYΣ, e di Gesù denominato IHΣ, il Pesce.
Nell'antica Roma pesci sacri erano allevati sul Gianicolo presso il tempio della Dea Atargatis-Derceto, d'origine siriana cui s'attribuiva la nascita della costellazione del pesce australe.
Pertanto l'associazione di Gesù a questo simbolo costituirebbe anche un preciso riferimento zodiacale riguardante la posizione astrologica della presente Era, considerata un transito assai arduo per l’uomo, dove rischia la sua stessa sopravvivenza così come riporta il testo del Libro dei Morti egizio:

"Calcolando e tenendo in debito conto i giorni e le ore propizie delle stelle di Orione e delle Dodici Divinità che le reggono, ecco che esse congiungono le mani palmo a palmo ma la sesta fra esse (l’attuale Età posta sotto la costellazione dei Pesci) pende sull'orlo dell'abisso nell'ora della disfatta del demonio".

A questo verso pare fare eco un apocrifo del Vecchio Testamento dove con l’ossessione delle “acque nere”…probabile allusione all’aspetto oscuro della presente Età (Kali-yuga) in cui è detto che il Leviatano…ovvero le forze incoerenti massimamente dilaganti…uscirà dagli abissi all’avvento del Messia:
“E Behemoth apparirà dal luogo dove soggiorna, e Leviatan risalirà dal fondo del mare: mostri giganteschi che io ho creato nel quinto giorno della creazione, e che ho tenuto in serbo in vista di questi tempi, affinché servano da nutrimento a tutti coloro che sopravvivranno”
(“Apocalisse siriaca di Baruch”, XXIX, 47).





















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