domenica 30 ottobre 2011

Commento a Tanker Enemy - Scie chimiche: oltre l'approccio retinico












Per esigenze di spazio non ho potuto commentare sul post originale.
Sono giorni che qui a Roma il cielo è lattescente e questo induce un senso di sconfitta intima...a giudicare dall'invasività massiccia senza dubbio ci troviamo alla fase più che avanzata di un progetto planetario intuibile a grandi linee ma sostanzialmente ignoto nelle sue finalità ultime...con questo le fosche gerarchie dell'epoca presente presumono di violare il segreto della vita e delle sue recondite dinamiche...sostanzialmente condivido l'analisi di Stefano (Felce e Mirtillo)...abitando nella stessa città l'altra sera ho avuto il piacere d'incontrarlo assieme a Ghigo Battaglia ed altri pochi amici per discutere su queste tematiche e spero vi siano altre occasioni per aver modo di approfondire queste tematiche.

La tecnologia contenendo in sé (in nuce) un principio di alienazione (come anche tu sagacemente hai notato Zret) è motivo di separazione ed esclusione al di là delle apparenze evidenti...contrae psiche e corpo, non espande l'essere...rappresenta la parvenza o parodia di una relazione tra unità...e dunque d'incomprensione profonda delle maggiori dinamiche universali...come dire...la sua applicazione costante porta ad un solo stato morboso, miope epperciò malato...indebolisce, intorpidisce i sensi e la coscienza, oscura l'anima, ossida la spontaneità della vita per la bassa qualità di frequenze incoerenti che emana fin dal primo istante del suo assemblaggio...un incubo atroce, latente da tempo immemore e plasmato nell'iniziale esaltazione "futurista", indotta dall'abbaglio deleterio per il cosiddetto progresso...l'ancestrale delirio metallico di un alchimia involuta, un incubo sicuramente gestito da apparati segreti umani con nere coscienze di demoni, direi un eggregore insospettabile per oscura potenza evocatrice e realizzatrice...con chi abbiamo a che fare? chi ha ispirato l'attuazione di tutto ciò? forse entità sub-umane, entità larvali, sottospiriti reimpastati negli strati più eterei della materia...in strati che formano la trama stessa del tempo...penso all'ancestrale interferenza sensibile tra esseri così come riportata in tutte le Tradizioni Sacre...credo, pur non essendo un fisico che l'equazione tempo-materia sia inseparabile...qui tornerebbero anche i MIsteri di Saturno e del suo fatale sodalizio con Giano...insomma...queste entità agenti fin dalle prime e impenetrabili profondità di più cataclismi confusamente ricordati nelle leggende come Diluvi, nel corso più Ere rincorrono su piani "obliqui" del Cosmo il segreto del nostro cuore per predarlo, per distruggerlo senza senso e poi morire anche loro dopo di noi...non potranno porre fine al loro tormento finché noi saremo...sono attirati dal caldo battito della prodigiosa creatura cangiante e multiforme che è l'uomo ed ora...circostanza forse mai accaduta prima in interi giri di Kalpa sono riusciti a mimetizzarsi perfidamente nei più reconditi livelli immaginativi della nostra psiche invischiandosi per secoli ai sogni fino a deformare completamente la nostra considerazione delle cose...l'attenzione meccanica...la considerazione meccanicistica è il massimo stadio di senilità cui un universo possa arrivare...l'idea di navicella spaziale con visitatori a me sembra...una considerazione poco accorta della realtà...scie chimiche e cerchi nel grano sono correlati sicuramente tra loro...c'è una regia comune.





Post originale


Nella questione “scie chimiche” è ormai necessario superare un approccio meramente retinico: l’osservazione è importante, ma occorre evidenziare gli scopi della biogeoingegneria, evitando di limitarsi a constatare la presenza di chemtrails o, peggio, di impantanarsi in oziosi dibattitti sulla distinzione tra scie tossiche e le rarissime scie di condensazione.

Il validissimo ricercatore indipendente Stefano, curatore del canale You-Tube “Felce e Mirtillo”, ci soccorre, con la sua lucida analisi, per comprendere, ad esempio, la relazione tra sole e dispersione di composti chimici nell’atmosfera. Tempo addietro, qualcuno aveva congetturato che le coltri artificiali fossero volte a contenere le conseguenze di un’attività solare molto intensa. E’ ipotesi da scartare senza indugio. In verità, esiste un nesso tra la luce della nostra stella e le scie, ma non nel senso ipotizzato sopra. Le coperture indotte da un lato filtrano le radiazioni solari benefiche, così da privare gli esseri viventi di energie salutifere, dall’altro lasciano passare i raggi atti ad interagire con i nanopolimeri o che facilitano le reazioni fotochimiche dei composti diffusi nella biosfera. Gli uomini, gli animali e le piante sono stati defraudati della giovevole radiazione solare e lo stesso ciclo del carbonio, in cui è inclusa la fotosintesi clorofilliana, risulta compromesso: le molecole di carbonio che nel D.N.A. raccolgono le informazioni dalla luce solare per equilibrare il sistema immunitario, sono alla base della vita.

Le armi esotiche non funzionano solo con gli irraggiamenti di onde elettromagnetiche, ma pure con la luce solare e con le sue attuali caratteristiche: tali armi inibiscono la vitalità, diminuendo l’elettronegatività nell’organismo in modo da impedire l’assorbimento di protoni dal cosmo. Gli esseri viventi sono dunque costantemente irradiati per essere infiacchiti e soggiogati. Mentre fino a pochi lustri fa, tali strumenti militari operavano solo dall’alto per mezzo dei satelliti, oggi agiscono anche in orizzontale attraverso le frequenze analogiche liberate dall’introduzione del digitale terrestre. Le armi psicotroniche sono frequenze hertziane polarizzate che possono colpire in modo selettivo il singolo individuo (target individual), una specie prescelta oppure in modo indiscriminato.

L’umanità è oggi sottoposta a questo trattamento. Molti sentono un ronzio nell’orecchio sinistro o vedono dei bagliori: sono sintomi di un’aggressione elettromagnetica che provoca vari disturbi e patologie, dall’insonnia fino all’emorragia cerebrale. Esistono tuttavia delle precauzioni che si possono adottare, perché il diavolo fa le pentole, ma non i coperchi: le contromisure si basano sulla conoscenza della fisica della risonanza su cui, tra l’altro, verte l’interessantissimo articolo intitolato Crop circles, Overlap ed overton, la fisica delle onde, 2011


[1] A proposito dell’atomo di carbonio, è stata osservata una correlazione tra il 666 di “Apocalisse” (pare, però, che in origine, “il numero d’uomo” fosse il 616) ed il carbonio. Il carbonio, come il silicio, è un elemento del tutto particolare, per la sua spiccata capacità di combinarsi con sé stesso sì da formare catene più o meno lunghe e più o meno ramificate. Ciò lo rende l'elemento fondamentale di tutti i composti organici, biologici e no. Scrive il Professor Alessio Di Benedetto: "L'Homo sapiens sapiens è l'unità carbonio, la cui base atomica è formata da 6 protoni, 6 elettroni e 6 neutroni. Unità carbonio, sesto elemento derivato dall'idrogeno”.

Fonti:

A. Di Benedetto, I figli della Sfinge: quando gli dei scesero sulla terra, Foggia, 2008
Enciclopedia delle scienze, Milano, 2005, s.v. carbonio
Felce e Mirtillo (Stefano) su H.A.A.R.P., scie chimiche e controllo mentale (videoediting by TheAntitanker)

giovedì 27 ottobre 2011

di un commento ad un post di Ghigo Battaglia del sito freeskies: Attitudine Gerarchica














Di questo snaturamento del potere: ovvero, che domina, signoreggia…la radice oscurata di questo termine però rivela la stessa identità della Potnia – la Signora Divinità dei tempi arcaici benevola custode della fertilità della terra…ma qui il potere si eleva in autorità che è parola intessuta di prestigi aurei.
Il potere si dovrebbe considerare come il pervertimento dell’autorità…così come le serigrafie pubblicitarie sono il pervertimento della pittura parietale antica…la freddezza, l’indifferenza, la disumanità procedurale che contraddistingue l’operato della corrotta, malevola gerarchia dominante è espressione di una affezione ormai endemica cui è sottoposta la nostra stirpe da tempo immemore, da prima che entrassimo nell’attuale fase del Kali-yuga…adesso Zret ha pubblicato un post La Terra desolata e la Terra promessa e che non riesco a commentare per problemi sul server…sostanzialmente pone lo stesso dilemma…la nostra sottomissione ad un potere indifferente…la nostra sottomissione a dei principi che sembrano negare un rapporto paritario tra natura ed essenza, violato sin dal primo istante in cui si riconobbe valore all’istante stesso…il Tempo potrebbe essere di per sé la prima delle tirannie instaurate nel Cosmo…ma questo nostro è sicuramente un abbaglio…questa mia è una percezione istintiva e affettiva…non potrò scriverne brevemente…forse nemmeno chiaramente comunque…i misteri di Saturno dominano, appunto, tutto lo svolgimento della nostra storia…è con Saturno il potere si fa deforme e antropofago? Ma in tal senso vi sarebbero anche esegetiche di ordine alchemico non trascurabili…comunque…forse è qualcosa d’inesprimibile ma a volte passeggiando per alcuni luoghi che gli antichi individuarono come sacri e che conservano traccia della loro opera si sente come d’essere riverberati di una consapevolezza più profonda e che sembra infondere una forza serena, come una sorta di calma passione per le circostanze operative, i problemi legati alla nostra esistenza…questa sensazione peraltro è corrosa quando torniamo ad immergerci nelle contingenze proprie ai ritmi innaturali della vita moderna – appunto la gabbia elettromagnetica in cui siamo rinchiusi, credo, a livello quadrimensionale…adesso ciò che ci accende le domande…ciò che ci rende sempre più intollerabile questa “distonia” di fondo che rende insicuri e sempre più privi di garbo i nostri rapporti con la vita è la nostra memoria ancestrale mai del tutto sopita…in un certo senso la dimensione Tirrena può prolungare la sua ombra ristoratrice in mezzo al deserto in cui ora noi ci troviamo…la fatalità profonda insita nel sentire lo scorrere stesso del tempo è una melanconia pelasgico-tirrenica e, credo, se sottovalutiamo la Visione o Suggestione arcaica non avremo mai la necessaria levatura interiore utile a contrastare l’odierno incantamento fluorescente, la pura, benché assolutamente insospettata magia nera che ora negativamente affascina la pressoché totalità delle coscienze ad una rifrazione senza senso dell’immagine del Cosmo…il tempo volevo dire…è la struttura del Tempio…attenzione è da qui che può originare il fraintendimento…la Gerarchia cupa che ha ritualmente ri-fondato la concezione meccanicistica del tempo è stata capace di scardinare una ritmicità liturgico-sacrale che originariamente fonda il proprio accordo su di una tensione luminosa…e non è da poco…le forze contrarie che ora sono all’opera hanno essenze e rivestimenti inimmaginabili e appena intuibili…in questo senso il gioco degli Scacchi…l’allegoria che riveste anch’esso non è da ignorare…riverbero dell’antica Suggestione lo ebbe Catone nelle sue Origini…gli Aborigeni d’ogni tempo e luogo non furono gente rozza e incivile…ma qui siamo italico-pelasgi e le nostre radici etniche hanno un terreno loro e un debito cui assolvere…un debito di Amore…gli Africani hanno il loro e i Cinesi come i Giapponesi altrettanto e più lo ignoriamo e più attireremo un futuro da incubo…insomma Tempo – Tempio non sono accezioni negative è casomai negativo…assolutamente negativo il ribaltamento di senso che è stato effettuato…la parola Ora ha parentela con la sanscrita YA da cui yare = andare e yaman = veicolo…dunque per muovere verso cosa? ed è curiosamente assonante la parola Ora ad Orare = pregare che vale adorare…cosa? La condizione estatica insita nel Creato…nulla di facile o beat…parlo di Tradizione estatico-errante, di un antichità talmente fonda in cui i millenni non si contano…si potrebbe dire riversati nel mare del tempo, di cui quello fisico è il simbolo...questi millenni dunque costituiscono la profondità di uno scenario non raggiunto dalla “luce solare” e inoltrarsi nei suoi luoghi esige una trasformazione della nostra natura che deve farsi “luminescente” come i pesci degli abissi...nella dimensione religiosa Etrusca…che di fatto è l’ultima erede di un intendimento maggiormente sano della vita…la terra è uno specchio…davvero uno specchio…le città sono fondate come specchi oracolari…sui quali si proietta l’ordine angelico …chiamiamo “tensione d’amore”…partecipazione commossa e affettiva della vita proiettata senza sgomento oltre se stessa…guardiamo con nuova considerazione tutta l’arte antica…ogni oggetto sostiene al di là delle sue proporzioni il divino che è in cielo.
L’idea stessa del “confine territoriale” viene così inteso un archetipo che pre-esisteva alla creazione del mondo….appunto a prima che il Tempo fosse; essendo quindi preesistente in “cielo” tra gli dèi, ne andava salvaguardato il riflesso che sulla terra permaneva.
Confini nello spazio ma anche nel tempo furono intesi come necessari…per i Greci ad esempio, l’idea di infinità acquisiva una connotazione negativa….così che anche il tempo doveva possedere un suo confine, del pari il corso di un fiume il suo alveo la cui estensione immanente si manifesta nella configurazione ciclica dei saecula…consapevolezza tragica e per questo immensamente ispirata dei dieci secoli etruschi…ad ogni compimento di secolo celebravano i Ludi….una serie di cerimonie solenni, delle quali il più profondo significato resterebbe enigmatico…cadevano ogni 110 anni, (ma il secolo aveva lunghezza variabile dagli 80 ai 120 ) la loro proclamazione sembra che fosse considerata come l’annunzio del chiudersi di un anello di generazioni che si estendeva per la durata prevista dalla divinità….l’idea cosmogonica e genealogica si congiungono nel momento rituale che segna il chiudersi di un qualcosa che è stato e che mai più può essere nelle medesime forme, ma che contiene in sé la possibilità operativa e lo spazio di un nuovo ciclo di manifestazioni del medesimo principio aureo…principio molteplicemente contrastato da inesplicabili forze invisibili che i Riti e la Sacra Disciplina avevano il compito di neutralizzare…non a caso nell’attuale Kali-yuga (età del Ferro esiodea) le cerimonie avevano inizio con l’apertura del mundus del Tarentum, un sacrario sotterraneo…questo è importante…sotterraneo…posto in un certo senso nel grembo della gravità…sempre sulla riva sinistra del Tevere…sulla sinistra del Tevere (sul Colle dei Vati) sorgerà terribile e sapiente il Cattolicesimo… all’interno del Mundus era custodito un altare di Dite e Proserpina, sul quale veniva dedicato alle Ilithie e alle Parche un sacrificio notturno…pertanto nella spiegazione allegorica abbiamo il Rito notturno e svolto sottoterra dove solo la sacra fiamma dell’olio liturgico arso nelle lucerne poteva rischiarare le tenebre…dunque…un oscurità avvolta dall’oscurità…a significare credo, ciò che è più buio, nel cuore dell’Età più critica per l’umanità, solo l’ispirazione devota illumina…la lucerna stessa è uno degli emblemi della vita stessa della persona, dell’anima sacrificale...si sacrificava a Madre Terra e qui torna il senso ispirato della Potnia: Signora assonante alla forza di Amore che è potere…Potere o meglio Autorità invisibile ma non insensibile agli atti dell’uomo…per definire meglio ancora, nell'Universo vive l'essenza di Mistero contenuto da un altro Mistero...l'affermazione della vita è Mistero...l'Arte e la Poesia che in definitiva sono la coscienza lirica dei ritmi ciclici del Cosmo e la percezione stessa dell'An-no (AN è anche Anima) costituisce in un certo senso un mistero dentro un mistero, poiché a differenza del pesce proverbiale che non immagina l'oceano in cui nuota, noi ci riflettiamo nell'immensità, aspiriamo all'immensità proiettando la nostra identità nel più vasto mare stellare come aspirazione all'immortalità...da dire poi come la Poesia viva in alcuni ed in altri per nulla, ciò costituisce l'essenza di un motivo ancora più ignoto...Plutarco, animo gentile, sostiene che al mundus era dato lo stesso nome col quale si denominava l’universo, infatti, Munth in lingua tirrenica significa “contenitore di cose sacre”, oppure anche “ordine e mondo”….consideriamo la nostra facoltà di porre attenzione alle cose non come una qualità prima ma seconda al senso maggiore che dovrebbe guidarla…parlo di Tensioni d’illusioni…non di sterili vaneggiamenti…il Tempio è l’Universo e il Tempo la sua struttura…le Colonne i diversi gradi d’inclinazione della Luce proveniente dagli Astri la pietra angolare è l’Uomo…l’attuale potere rivela la sua allegoria stregonica dissimulata da un impronta tecnicista che in realtà è il Cavallo di Troia delle più pericolose energie incoerenti disgreganti il senso della “Meraviglia Universale”…ancora…il passaggio da un saeculum all’altro è un avvenimento misterioso e non cadenzato dall’attuale conteggio odierno e del quale la società così com’è formata non può avere nozione…sempre Plutarco chiarisce che la fine di un secolo per gli Etruschi significava un mutamento di mentalità delle genti e che i prodigi servivano ad avvertire che stava per nascere un’umanità diversa, con una maniera differente di concepire la vita...questi significativi accadimenti simbolici in età contemporanea si attualizzano nell’anno dell’affondamento del Titanic…e nel 09/2001…ci sarebbe da comprendere che vi sono due qualità di tempo una per le masse e che in un certo senso serve come matrice per l’inganno globale e l’altra…quella vera… sovvertita ad un dato momento dall’attuale potere satanico ma cadenzata ancora con gli antichi computi…sarebbe ancor più estendibile quest’indagine…vi sarebbe da considerare anche la scansione temporale individuata dall’antico Berosso che in definitiva determina lo scadere dell’attuale Ciclo ben più in la dell’artificiale 2012...questo commento forse è illeggibile...un saluto






Testo a cui è riferito il commento


Attitudine e Gerarchia



Il Potere è il frutto di parassitosi, interferenza e possessione o è solo un aspetto antico e deleterio del nostro vivere comune, retaggio di ere passate? L’attitudine al comando, così come quella all’obbedienza, è qualcosa di profondamente disumano? Comunque la si voglia vedere, uno spunto interessante di riflessione; molto si è scritto infatti sul rapporto esistente tra psicopatologie e potere ed io mi chiedo ora se non sia l’impostazione gerarchica in generale a rappresentare il frutto di un’interferenza nelle umane azioni, con le conseguenze che ciò comportebbe.

Le forme di parassitosi energetiche dell’uomo, sono la fonte (o una delle fonti) del suo atteggiamento cinico, indifferente, non empatico, gerarchico e violento?

Se le classi regnanti sono state scelte e messe a controllo del ‘pollaio umano’ ciò potrebbe rivelare una loro attitudine peculiare alla possessione oppure solo sottolineare un loro essere desueto e sorpassato? Che ci sia qualcosa di irreale nella pratica e nei luoghi del comando è certo. Le strutture basate sulla sovrapposizione gerarchica trasmettono sempre la percezione di un’atmosfera artificiosa fredda e distaccata ben lontano dalla pratica di una sana partecipazione finalizzata, tipica invece delle migliori imprese umane. L’esistenza del ‘do ut des’ di tipo meccanicistico, senza scambio emotivo (il salario) nasconde meccaniche inumane? Il lavoro compartimentato, eufemisticamente definito specializzato, è il frutto dell’opera di distrazione di massa dell’umanità? Gli apparati di potere e controllo rappresentano ormai una fetta maggioritaria del lavoro produttivo. Il lavoro diretto, sano e collaborativo, è sempre più esperienza rara. L’apparato gerarchico si basa sulla sfiducia a priori non solo del lavoratore sottoposto ma anche dell’essere umano in generale. Il potere si allontana sempre più dal substrato umano e si insidia in strutture sigillate intoccabili ed inavvicinabili. Il potere non ha rapporti con l’umanità, la teme ed è da essa temuto. Un solco di profondissima diffidenza esiste tra il sottoposto e quel coagulo di disumanità che chiamiamo dirigenza, sia nei campi razionali che irrazionali. La struttura piramidale è disumana: lo è l’idea che la dignità di un essere umano sia corrispondente e misurabile secondo il ruolo che ricopre all’interno di essa e non sia da considerarsi invece un valore assoluto e egualitario. Il nuovo ordine mondiale, in soldoni, è questo?






lunedì 24 ottobre 2011

un ovvia considerazione






















Nell’attuale condizionamento esistenziale, culminante con l’avvento della realtà digitale, delle sementi sterili OGM, del continuo offuscamento innaturale del cielo ad opera delle scie chimiche, abbiamo assistito ad una manipolazione o sovversione sistematica dei segni e dei significati legati agli accadimenti chiave preposti alla rimodellazione artificiale del nostro habitat.
L’operazione selettiva operata da una malevola elité tecnocratica ha consolidato il dominio di una pseudo realtà plastificata composta da differenze inessenziali, estesa dai prodotti commerciali industriali ai contenuti ideologici dei partiti, tutti sostanzialmente livellati ad un unico valore uniformato sulla progressiva meccanizzazione-mercificazione della vita…in questo l’esempio attualmente offerto dalla TAV piemontese è illuminante sull’identità di vedute di tutta la classe dirigenziale politica concorde sulla realizzazione dell'aberrante progetto, non avendo più significato il termine “partiti d’opposizione”.

Vi sono sigilli irremovibili, dogmi indiscutibili, serrature semantiche che chiudono la nostra recinzione moderna e sono termini quali "progresso" "conseguimento del benessere" "produttività" "crescita" "innovazione tecnologica"…comandi emanati dall’offerta caotica di un abbagliante, assordante quanto fittizia varietà composta dai cosiddetti beni di produzione, che annebbiano la reale natura di questa nuova concezione della vita assolutamente nemica della vita stessa, animata, se così si può dire, di una strana, inspiegabile, tenace volontà d’infondere ulteriore morte alla morte stessa per mezzo di una insensibile imbalsamazione sintetica dell'esistenza, in cui davvero sembrano prossimi ad una sconfitta definitiva ogni valore transuente e ogni speranza trasfigurante.

Anche il credere di ipotetici Anunnaki sperimentatori in provetta della nostra essenza più segreta è parte di una subdola operazione pop ascrivibile alla medesima imbalsamazione sintetica della vita…è una visione deleteria perché sottrae, ruba, la gioia all'ineffabile mistero partecipativo della bellezza della Creazione…riconduce a mero contenuto empirico e dunque bassamente meccanico, solo utilitaristico, il fascino e la qualità enigmatica della nostra natura profonda che è rivelata solo dalla poesia, ridestata unicamente dall’intima partecipazione della persona avvinta nello stato di soavità, per mezzo del quale giunge all’identità lirica dell’Universo.

Questo nuovo e particolare legame esistenziale determinante le odierne società è di fatto stabilito da un intimo vincolo di meraviglia minore per il quale l’uomo moderno sarà impossibilitato alla piena realizzazione di se stesso.
Ciò avviene per il fatto che non sappiamo più accedere al primo sacro mistero, che è quello operativo posto sotto la natura di Amore, parteciparvi con intensità lirica…è una condizione davvero insolita la nostra che non viviamo più straordinarie concretezze ma solo grigie certezze, intimamente snervati sopravviviamo nell’ordinario, miriamo a consolidare piaceri sempre più prevedibili e che dunque non sono piaceri ma solo appagamenti avvilenti e tramite questi dissolviamo l’anima.