sabato 10 dicembre 2011

Dis Manibus























Oh! Ma cosa credi?
Bada all’ombra dei tuoi Mani
ricordati di loro
che sono intessuti di un fertile
diafano splendore
inavvertito ad occhi sempre scontenti

l’inquietudine carezza la sera
nell’ora in cui l’ultimo raggio arroventa i rovi
smorzati poi nel verde argento
e dissolti nel buio

palpita sotto distese ali scuro bluastre
l’orizzonte dorato
trattiene il respiro prima d’immergersi
nella notte

acceso sotto le coltri di una spessa oscurità
il multiforme aspetto del sogno
si riannoda alla memoria d'una repentina trasfigurazione
protesa oltre l’oblio
oltre lo spazio stabilito per noi dal destino

è certo:
un domani accoglieranno benevoli
invisibili premurose mani
il nostro tenue alito
l'inconsistente fardello
pieno d’indicibili speranze miste a fondi smarrimenti
il seme igneo restituito dall'ultimo respiro