lunedì 8 luglio 2013

La spirale di artificialità



L’oceano degli Argonauti è l’espressione figurata della più vasta dimensione posta oltre i confini della morte.
La quercia dodonea, l’albero oracolare emanante melodiose armonie, divenne lo scafo della nave con cui poter acquisire le indispensabili capacità per l'attraversamento di spazi e distanze enigmatiche.
E’ la percezione estatica, il canto, (modulazione interiore) a permettere di superare le mortali insidie. Nel poema, tali facoltà, preludono a ogni vigore sprigionato dall’equipaggio, la cui impresa riguarda la deificazione della creatura, (theosis) intesa come trasfigurazione del cosmo, e, non è un caso, secoli dopo con l’avvento del cristianesimo, la Chiesa orientale di confessione ortodossa, riguardò proprio a questo tipo d’impulso sacro; considerato come il motivo maggiormente profondo su cui centrare la propria dottrina.
Ostacoli apparentemente insormontabili sono superati dalla coscienza di Amore. Può venire la nausea a forza di leggere o sentir dire Amore, parola questa, troppo spesso impropriamente usata da noi tutti.
Cosa significa Amore? Forse, la comprensione più profonda, l’espansione della coscienza oltre ogni vincolo puramente egoistico, o, anche, la conoscenza (sublimazione) più autentica del dolore.
Qualsiasi circostanza che premeditatamente limita l’intendimento di Amore, da sempre, è intesa come un atto di magia nera. Ciò che conferisce valore e grandezza eterna all’esistenza, è la dimensione epica, la percezione estatica, la “santa follia”, che cognizione luminosa dell’abissale, quanto irrazionale, profondità universale.
E’ fondamentale ripeterlo, non abbiamo nessun’altra circostanza utile per valorizzare la vita interiore e che sia in grado di conferire effettiva saldezza all’animo se non ridestare in noi stessi la coscienza puramente epica.
Amore elettivo (Eros filosofico) o amore infero (Eros tirannico), costituiscono la causa prima dell’azione magica.
E’ tremendamente vitale poter comprendere l’importanza dell’unico Valore che possa realmente abbracciare la completa pienezza dell’essere; in questo, il fondo decadimento della condizione etica (congiunta alla dimensione poetica e da essa inseparabile) coinvolge gli aspetti maggiormente reconditi della nostra esistenza e sui quali è estremamente difficoltoso intervenire con esiti positivi. 
Il degrado comporta che i nostri atti diventino sempre più velenosi per noi stessi. Tutti i mezzi di persuasione, cui fa ricorso l’odierno apparato massmediologico, in realtà, sono forme convincimento magico.
Noi, attualmente, anche se così non sembrerebbe, viviamo ancora nel pieno degrado, o estremizzazione massima, della concezione magica rinascimentale.
Scopo della suggestione moderna è legare per mezzo di vincoli, più o meno occulti, la nostra volontà a interessi che le sono sostanzialmente estranei. Così è stato inteso essere il vincolo magico in età antica, così è oggi il suo effetto massimamente amplificato da strumenti e ideologie che, esasperandone il senso, inducono in errore l’intelligenza, privandola della possibilità di forare la diafana membrana d’inganno sovrano che ci avvolge con aumentata aderenza ogni anno che passa.
Il “De vinculis in genere”, è lo scritto di Giordano Bruno che oggi meriterebbe il vero e solo posto d’onore tra le teorie della moderna manipolazione delle masse, (come sottolinea Ioan Petru Culianu nel suo bellissimo saggio “Eros e magia nel Rinascimento”). Questo studioso, assieme ad altri indagatori, quali René Guenon, Mircea Eliade, Elemire Zolla, Julius Evola, intravidero bene cosa manovrava dietro tutto questo laborioso complesso meccanico intriso di esaltazioni sensuali miste a sofisticati disincanti e che risponde al nome di “progresso”.
Hanno avuto torto gli storici sostenendo la scomparsa della magia con l’avvento della scienza quantitativa, questa in realtà non ha fatto che sostituirsi a una parte della prima, continuandone a tutti gli effetti i sogni e gli scopi, adesso perseguiti attraverso supporti avveniristici.
Marsilio Ficino definì “rete” il legame, le cui qualità e dimensioni estremamente variabili sono preposte, come finissime maglie, a catturare la preziosa preda dell’anima. Curioso notare la corrispondenza della rete ficiniana e l’attuale connessione globale d’internet, definita appunto come “rete”.
L’insieme delle connessioni che formano la rete, costituiscono la moltiplicazione delle suggestioni, che mirano a intrappolare una qualità soprasensibile dell’essere.
Sempre in Giordano Bruno, quest’operazione viene appunto detta “vincolare”.
Evocando il fantasma della Libertà solo esteriore, di fatto, si promuove la più subdola e invasiva forma di schiavitù che l’uomo ha mai potuto sperimentare. Tale degradante aspirazione converge nel mito dell’intelligenza artificiale, nell’ibridazione uomo-macchina, nel paventato innesto del chip sottocutaneo: sigillo, marcatura, vincolo atto a realizzare la diminuzione della persona a spettro eterodiretto; parodia dell’autentico esistere = stare saldo.
Questa è anche un’affermazione ingenua, ma l’umanità non potrà trovare salvezza se non recuperando il suo primitivo stupore per gli accadimenti naturali, ritrovando in esso la rivelazione della magia originaria. La consapevolezza, è essa stessa accadimento magico. Non abbiamo futuro se privati di una considerazione epica dei nostri tempi di crescita.
Nostra prima difesa è poter comprendere la potenza suggestiva della malia, del vincolo che ci lega ad un futuro potentemente sottomesso all’esigenza dell’ordinamento tecnologico, il quale, pur essendo manifestazione inconfondibile delle pulsioni oscure legate al carattere dell’attuale yuga, non per questo rappresenta l’inevitabile sottomissione della nostra natura più profonda, che in realtà è chiamata a rifiutare ciò che costituisce l’influsso maggiormente nefasto per la salute dell’animo.
Avvalersi del supporto tecnologico è inevitabile, così come è inevitabile respirare il particolato di ricaduta rilasciato dagli aerei. E’ inevitabile ingerire attraverso alimenti la contaminazione generale, e la manipolazione riguarda il nostro stesso DNA, non possiamo sapere cosa si modificherà in noi, cos’hanno realmente pianificato le infauste corporazioni globaliste, ma una considerazione maggiormente consapevole del rivolgimento in atto è quanto mai necessaria.  
Svuotare d’ogni incanto l’esistenza è l’ultimo atto della magia nera o delle cosiddette forze controiniziatiche, che hanno ribaltato il senso della parola "incanto", facendola intendere nella sua accezione solo negativa, ossia, a un “rapimento” della coscienza ammaliata da uno stupore fittizio.
L’incanto, invece, va considerato nel suo giusto significato: in-cantare, intensivo di cànere = cantare in versi, vaticinare, nella prerogativa così intuita dall’orfismo e dalla realtà arcaica considerata nella sua estrinsecazione maggiormente ampia, comprensiva delle stesse vie dei canti degli aborigeni australiani.
Queste ultime, veri e propri enigmi sonori espressi tramite lunghissime poesie recitate lungo l’attraversamento del territorio, sono espressioni di una liturgia melodica confacente ad accordare le modulazioni della realtà interiore alle frequenze dell’ambiente che ne accoglie la presenza.
E' un sentire lirico e massimamente profondo, che intende lo svolgimento del percorso terreno attraverso una mappatura metafisica ad esso sovrapposta, cui è possibile accedere mediante l'individuazione sensibile di "varchi" situati tra i punti di congiunzione dello stato di veglia con quello onirico.
La sacralità degli elementi naturali si rivela tramite questa consapevolezza profonda, dunque, “incanto” è manifestazione eccelsa dell'unione della mente alla divinazione, al Grande Sogno originario e pre-temporale, modulato dalla potente consonanza che fa coesistere le molteplici forme del divenire.
Per noi ciò è quasi impensabile da sembrare profondamente inautentico. In effetti, è proprio per tale assenza di modulazione interiore nella coscienza dell’uomo moderno, che il carattere di Età Oscura prevale sul significato dei tempi, in cui sembra essere definitivamente svanita l’idea stessa dell’esistere e dei più alti significati ad esso connessi.



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