lunedì 30 settembre 2013

Fonte segreta






L’inganno, benché ormai da più parti sia massimamente svelato persiste, anzi, molti persino l'amano. Tutto ciò rientrerebbe nell’equilibrio ineffabile o “luminoso assurdo maggiore” da cui ogni Eone ciclicamente è generato e poi nuovamente ingoiato.
Siamo creature bicornute: amore, idealità, alchimia, arte, arrivismo, spilorceria, avidità, ignoranza, odio e quanto altro ancora sembra servirci per approdare a nulla, per arrivare a decifrare mai pienamente la nostra mutevole e cangiante natura; nel profondo intessuta d'essenza angelica così come di una curiosa, strana, inquietante allegoria rettiliana.
Secondo una leggenda un rospo avrebbe covato per sette anni un uovo di gallo e ne sarebbe uscito un animale, il basilisco, (testa di gallo o drago, corpo squamato e coda di un serpe) in grado di pietrificare chi avesse incrociato il suo sguardo. E’ per eccellenza il simbolo del male che l’uomo alberga in sé e chi lo uccide testimonia la vittoria sulle forze inferiori.
Per natura, siamo dunque predisposti a mutarci in Basilischi, dotati di una grossa vescica velenosa posta sotto la pancia e ispessita con il trascorrere degli anni. Un fetido umore nerastro può sommergere ogni nostro onesto, sano potenziale, viziandoci il metabolismo, oscurando l’animo fino a soffocarlo.
La matrice in-culturale post-moderna, di fatto stimola, incoraggia, tale mutazione inversa. L'attuale fase post-moderna emana un sovrano significato nichilista e relativista, (il relativismo è la reale forza motrice del consumo per il consumo) e benché smarriti nei suoi contenuti stranianti, possiamo ancora presagire la dimensione allegorica e fluidifica del simbolo. L’universo intero e noi stessi ne saremmo, di fatto, la molteplice manifestazione.
E' nostra prerogativa presagire il bisogno, se non quando l’urgenza, di tradurre in pratica l’evocazione inquieta e variamente nostalgica (afflato affettivo) di una memoria perduta riguardante l’identità maggiormente illustre, chiara, massimamente elevata delle nostre Origini.
L’animo per essere sano sembra debba sperimetare, durante il corso dell'attuale Ciclo, il tormento di una particolare sete, poeticamente definita come sete d’infinito. Solo questo desiderio lo spinge alla ricerca della fonte segreta dell’essere e ne prova l’intensità del vigore, la sopravvivenza stessa della propria identità. Il pericolo è confondere l’oscura pozza umorale con la sorgente aurorale.
Confido nell'Uomo. Nel suo enigma essenziale intessuto d’inesprimibili quanto chiarissimi prodigi.
Ogni evento contiene in sé un’accezione segreta che rimanda alle molteplici specificità allegoriche e simboliche, che sole ne traducono la reale consistenza nel dominio della pura manifestazione.
Un valido sostegno è offerto dalla preghiera, è come una spada cui va sempre mantenuto il filo

Padre Nostro, che sei nei cieli
Sia Santificato il Tuo Nome
Venga il Tuo Regno, sia fatta la Tua Volontà
Come in cielo così in terra
Dacci oggi il nostro pane quotidiano
rimetti a noi i nostri debiti
come noi li rimettiamo ai nostri debitori.
Donaci pensieri puri, infondici il Bene.
Infondici il Bene perché Tua è la Potenza
Tua è la Gloria nei secoli dei secoli
Amen    

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