giovedì 28 agosto 2014

Propaganda maligna e seduzione oscura


In uno dei suoi ultimi video Beyoncé  è la protagonista di un avvilente festino pop-satanico, personificando nelle movenze i connotati distintivi della possessione diabolica. In particolar modo dal minuto 2:36 l’incoerenza motoria delle mani e del busto, l’invasamento dello sguardo lo rivelano in maniera fin troppo palese.
Si esalta l’aura nichilista di una generazione intimamente sconfitta e che sacrifica al "Cornuto” le sue ultime immiserite tensioni vitali.
La stessa serata degli MTV awards costituisce la sostanza del medesimo richiamo o celebrazione nefasta, dai connotati liturgici (una liturgia invertita) più o meno subliminali e diretti a inneggiare oscuramente a quel potentato invisibile, propriamente Arcontico, nel cui dominio remoto (pre-adamitico) convogliano e da dove ugualmente diramano le molteplici dissonanze proprie alla fonda sconnessione riguardante i misteri dell’animo, e il suo conseguente nesso con la materia.                                                                                                    
L’incoerenza oscura è richiamata per gradi all’attenzione della coscienza, per far si che l’umanità si sottometta definitivamente ad una suggestione più che patologica.
Un’altra estesa “griglia emozionale” ripartisce il Medioriente, dove interessi capitali, misteri liturgici primordiali, accese pulsioni vitali, sono manovrate in un gioco di drammatici contrasti il cui fine è quello di dare l’alibi per il controllo globale (un controllo nullista) di risorse sempre più esigue. E’ un immane olocausto alimentato dalla fornace industriale, in questo caso, foderata, mascherata, dello spettro del cosiddetto “estremismo islamico” o della “intransigenza democratica”, quella che ha provocato mezzo milione di bambini morti in Iraq.                                                               
I finanziatori di tali conflitti, perché dietro questi conflitti si cela un'unica regia, in realtà risiedono nel centro nevralgico dell’economia liberista "democratica" occidentale.
Il sionismo stesso, che è palese esempio d’incorreggibile quanto feroce estremismo, in realtà ottiene dalla minaccia estremista islamica il miglior alibi per cercare di estendere il proprio  controllo su risorse altrimenti impossibili da dominare.
Nessuno di questi eventi è realmente spontaneo. Di naturale c’è solo la morte delle persone, il dolore è autentico, l’adesione di fanatici sprovveduti è autentica ed è necessario tutto ciò per dirigere il corso degli eventi e piegare il flusso della storia. Tutto questo dolore è impuramente filtrato dai media, e viene inserito tra motivetti pubblicitari e le notizie sportive, divenendo perciò parte di un insospettabile “buio cerimoniale” officiato nel sottovuoto Catodico, che standardizza la sofferenza svuotandola della dignità tragica. Oggi non si scontrano Civiltà vitali, ma società meccanizzate intimamente spente e pervase di un sovrano, quanto trasversale interesse nichilista. Agiscono governi e coalizioni “bidimensionali” incollate a malapena con lo sputo della demagogia.
E’ unicamente il dominio industriale che riveste, di una formidabile armatura tecnologica, l’atrocità normalizzatrice che livella a significato profano, o parodisticamente mistico, ogni coinvolgimento umano e ogni suo tentativo di modificazione degli eventi provocati dall’esigenza di un profitto essenzialmente iper-contaminante.
In Siria, di fatto, si è provveduto a compiere la distruzione rituale dei luoghi di culto storici in cui si armonizzarono le religioni scaturite dal ceppo Abramitico.
Tutta la società, i suoi ritmi frenetici, sono scanditi da una continua e sovrana celebrazione oscura, che esalta una necrofilia dissimulata in spietati ottimismi, nelle stesse algide prestazioni atletiche, solo esteriori, nell’innovazione tecnologica, che si risolve in innesti anestetizzati, ma ugualmente brutali, che agiscono nel profondo degli equilibri naturali. E' promulgata ad ogni livello la cosiddetta distrazione di massa o svago, offerta da stimoli essenzialmente eccessivi, squilibrati.     
Non può esserci parallelo con l’età delle prime crociate, esse stesse benché atroci furono intrecciate con definite attinenze spirituali oggi svanite. 
La qualità della trama storica, ancora intesseva il sordido interesse economico all’aspirazione della Conoscenza, testimoniata nella vitalità stessa delle Civiltà che pur volgevano al loro tramonto. Esempi di architettura sublimi da entrambe le parti, scuole filosofiche e misteriche realmente vitali e intessute d’autentica Luce Sapienziale, da cui emersero i Poeti d’Amore Persiani e i Trovatori del Dolce Stil Novo che ai primi s’ispirarono.                           
L’indagine delle cose, fino a un dato momento, divenne mezzo e opportunità d’avviamento all’elevazione dell’anima e così rimase, pur contrastato da atroci contraddizioni. Si ricorda la fioritura Cistercense dell’anno 1000: quest'ordine si fece garante un principio che fondava la formazione dell'animo mediante l'approfondimento dell'arte globalmente intesa, dunque della trasmissione di una effettiva Conoscenza, (eminentemente pratica) che, trasmessa anche da altre corporazioni, si protrae in forme sempre più malinconiche fino a tutto il Rinascimento.
Per fare ancora un esempio, nei primi due secoli dell’era volgare, benché Roma fosse già decadente, l’antica Stoa rinnovava i propri motivi, attingendo alla fonte neoplatonica una rinnovata concezione del Cosmo che non rimaneva arida teoria, ma effettiva pratica esistenziale anche per molti esponenti di primissimo piano della vita pubblica.
La dinastia degli Antonini costituisce, non a caso, uno dei maggiori esempi di potere coniugato alla sensibilità.
Marco Aurelio, incentra tutte le sue meditazioni nella coscienza cosmica e nel senso puramente panico dell’Essere e del Divino. Uomo di potere, guerriero, non era esente da una considerazione meramente utilitarista della vita, dovendo garantire continuità agli interessi materiali di Roma, ma, a ogni modo, non si può non considerare come prodigiosa la sua levatura interiore. In particolar modo se rapportata al pressoché inesistente intimo sentire dei “nuovi Cesari” dotati di una coscienza silicea.

mercoledì 27 agosto 2014

Squilibrio degli opposti e memoria atavica




Presentimento e intelligenza creatrice nell’uomo costituiscono solo la flebile rifrazione dell’invisibile potenza da cui scaturisce la vita. L’attuale distorsione relazionale tra noi e il Cosmo, che in definitiva contraddistingue l’oscura obliquità del presente Ciclo identificato come Kali-yuga, ha indurito il diaframma attraverso il quale la coscienza entra in simpatia con i ritmi di quanto la circonda. Le sovrastrutture sociali, i dogmi, le progressive meccanizzazioni esprimono la patologica condizione in cui versa la caotica società contemporanea. Il sentimento del Sacro scaturisce da una privazione e assieme da un presentimento della massima delle libertà possibili. Non è come affermò la critica Illuminista, che il sentimento di dipendenza nell’uomo fa insorgere in lui il senso della religione, bensì l’estrema aspirazione al più assoluto desiderio d’indipendenza ha permesso che nel profondo di sé, l’uomo conservasse il residuo di una memoria pre-istintuale (l’istinto in effetti scaturisce dalla subordinazione alla materia) propriamente "celeste", per la quale la relazione immediata instaurata dall’animo con la luce e gli elementi naturali veicolasse, oltre alla facoltà percettiva puramente animale, l’astrazione (fondamento del primordiale “assurdo” sogno) spirituale svincolata dalle ciclicità temporali, quale reminiscenza di uno stato originario maggiormente puro e che di fatto è insito nelle fondamenta stesse della materia. Per esso, si relativizzano tutte quelle categorie stesse del pensiero logico, che sono il sostegno impalpabile delle relazioni che l'intelligenza, intesa come strumento solo materiale, instaura con le contingenze immediate stabilite dalla vita concreta. 
Il pensiero logico, di fatto, costituisce il labilissimo supporto di un abbaglio rivelatosi come necessario. La razionalità è il binario scavato come il tracciato di una galleria al di sotto delle vette della Conoscenza Pura, attualmente inaccessibili, la cui direzione è obbligata dall’attuale menomazione spirituale occorsa alle generazioni dell’età propriamente definita come “ultima”. 
L’uomo arcaico al contrario di noi possedeva un intelligenza "alata", era permeato di una facoltà che oggi è quasi dissolta. L’ampiezza della composizione liturgica con cui delineava i termini del proprio agire, (agire inteso come indicibile estensione delle intime potenzialità) i cui confini fisici e sovrasensibili sono stabiliti, ieri come oggi, dall’estrema variabilità e discontinuità delle “frequenze” che sono le "porte" proprie ai luoghi del Creato. Le vie dei Canti degli aborigeni australi, così come gli stessi Indigitamenta latini, assolvettero a tale funzione regolante e accordante le molteplici variazioni determinanti la “qualità sottile” dei luoghi e delle diverse ore del giorno. 
Il medesimo lavoro si compie oggi, ma in una forma assolutamente profana e ossessiva, mediante il continuo irraggiamento elettromagnetico artificialmente prodotto da milioni di antenne e ripetitori, per mezzo della continua reiterazione di sonorità disarmoniche e ripetizioni di “mantra” involuti e trasversalmente irradiati. 
Programmazioni psichiche le cui oscillazioni si estendono dalle fastidiose cantilene proprie ai moderni riti del cattolicesimo alle prescrizioni da caserma fino ai motivetti pubblicitari apparentemente più innocui; tenendo pur conto del colossale videotismo massificante; questo è il capillare Wooodoo odierno e tutti ne siamo l’oggetto. 
Il continuo imbrigliamento artificiale delle correnti elettromagnetiche determinerà un acuirsi della follia dilagante, poiché la realtà non è segmentata a zone separate ma tutto volge in se stesso, Uni-verso appunto, di cui la coscienza umana costituisce l’emblematica riflessione.

Forzano l’economia, saturano il cielo di particolato sintetico, irraggiano l’etere, manomettono i semi, tutto ciò capovolgendo il senso della necessità sovverte l’intima direzione esistenziale. Attraverso la moltiplicazione dei desideri e della paura indeboliscono il sistema immunitario – sistema immunitario del corpo e dello spirito.

Per questo lo studio, la riflessione sui motivi liturgici dei nostri Avi è derogato ai  cosiddetti "specialisti", peraltro sempre meno sensibili (alcuni esempi illustri sono definitivamente scomparsi). La camera asettica, in cui si decifra parte dell’enigma preistorico, avvelena il perenne mistero vitale che esso contiene. Determinati significati profondi e legati alla memoria archeologica sono come semi immateriali perennemente disposti a germogliare, purché si offra loro un “terreno” adatto dove schiudersi al calore del sole. L’edificio della modernità è strutturato, o sembra essere strutturato, affinché ogni cosa riesumata e che ancora contenga in sé i fermenti vitali attivi, una volta analizzati sotto una falsa luce sintetica, questi debbano inaridire senza rimedio.

L’uomo moderno non ha altra risorsa se non quella di rientrare in comunione con un determinato incanto che ora gli è ferocemente negato. Come è possibile per noi iniziarsi nuovamente ai misteri fondamentali della Forza Vitale? La Forza Vitale oggi sembra essere solo parodiata. Il suo barlume residuale è la nostra unica possibilità di sopravvivenza. Per questo, anche se è ingenuo affermarlo, il Reame della Modernità è la costruzione concettuale di un pragmatismo sorto da una forma d’insospettabile Magia Nera; una Malia oscura interposta tra le forze primigenie e le conseguenti iniziazioni ai misteri dell’anima. Tali iniziazioni, sono gestite da una gerarchia involuta, che le fa permanere in una modalità assolutamente invertita. Per rendersene conto basta considerare con un pò più d'attenzione ciò che vanno a rappresentare gli MTV awards o le giornate della gioventù papalina, che ai primi tendono sempre più a somigliare e i cosiddetti programmi di divulgazione scientifica a qualsiasi livello siano promulgati. Questi sono aspetti apparentemente diversi di un'unica finalità sordida, che intende degradare irrimediabilmente la dignità umana, per farla sussistere unicamente come indistinto accadimento biologico tutt'al più pervaso di un euforico, quanto altrettanto vago, miraggio mistico. Mentre invece noi ci realizziamo unicamente nell’interiorizzazione del Puro Spirito Eroico.

Per questo guardiamo all’età di Dante come all’ultima manifestazione corale della riflessione propria allo Spirito Eroico (la Divina Commedia ne è profondamente intrisa).

La nostra possibilità, attualmente, è essenzialmente domestica. Reagire alla subdola forma d’intorpidimento animico e che determina, nella finalità di alimentare l'inganno, solo una falsa vivacità estremamente superficiale che è propria dell’ego volgare.

Com’è stato scritto, le generazioni più solide delle nostre ultime, poterono edificare, scolpire, dipingere, comporre musiche e versi le cui proporzioni non permangono in una sostanza meramente aneddotica o ideale (la neutra idealità modernamente intesa) o bassamente concettuale. Determinate proporzioni sono traduzioni concrete d’intervalli aurei, ritmanti il più appropriato avanzare del rinnovamento cosciente nella finalità di realizzare il valore della presenza spirituale all'interno di questa materia.
Tali impalpabili frequenze liriche dunque, sono tutt'ora addensate in noi, trattenute, sedimentate nelle fondamenta maggiormente remote dell'essere.
Come templi viventi sconsacrati (l’uomo è Tempio vivente) nuovamente potremmo rettificare la qualità del significato che rivestiamo, poiché la nostra impalcatura biologica e animica si erge su edificazioni cultuali preesistenti; così come nel neolitico edificarono sui luoghi sacri del paleolitico e i pelasgi ancora stanziarono i loro templi su quelli neolitici e gli etruschi sui pelasgi ed i romani sopra gli etruschi e i paleocristiani sui romani. Questo per dire che le nostre ossa, i minerali che le formano, addensano la memoria di un sostegno più che fisico e che, con ogni mezzo illecito quanto subliminale, gli specialisti da laboratorio e del condizionamento pop-ipnotico, intendono disconoscere, negare, disperdere miseramente dentro un sottovuoto nichilista.

Quando apprendiamo degli smarrimenti di Odisseo, delle storie degli Eroi, dei patimenti e di amori che per intensità sono senza tempo, non solo la mente apprende, con essa apprende ogni fibra del corpo, la complessità muscolare e ossea inizia a ridestarsi dalla propria amnesia.

Come scrisse l’acuto Heinrich Zimmer: "...le generazioni che composero questi romanzi (la cerca del Graal) non sono solo le nostre antenate spirituali, ma in una certa misura anche le nostre antenate fisiche. Sono nelle nostra ossa – a noi ignote – e quando ascoltiamo anch’esse ascoltano". 
La magia nera moderna impedisce l’ascolto interiore più profondo, impedendo alla quasi totalità delle persone di ridestare quel senso immaginifico che i nostri Avi associavano alla realtà della creazione – guarigione. 

Antica Sapienza dell’anima, presenza interiore, che è l’unica capacità di reazione efficace all’attuale offesa quotidianamente subita dallo Spirito.

Essendo decaduti tutti i parametri ed essendo venute meno tutte le Gerarchie Sensibili preposte alla custodia della facoltà di poter tradurre liricamente il nostro significato maggiormente recondito, l'unica possibilità di riscatto che ci rimane è nel tentativo di recuperare una disciplina del pensiero e dell’azione essenzialmente domestica, e che necessariamente, una volta ottenuta, dovrà propagarsi per effetto di consonanza ad altri aspetti maggiori della vita; anche se ciò che ci attende sarà un inevitabile acuirsi della disarmonia circostante. La tecnocrazia dominante opera nella finalità di scardinare le frequenze naturali, e ciò che comunemente è definito come natura è principalmente la manifestazione sensibile della più antica intelligenza manifestata, un immane organismo cosciente, un anima che reagisce a tale violazione negatrice della sua effettività immateriale. Purtroppo, tutto lascia presagire che gli atti del potere nichilista saranno sanciti e sigillati mediante azioni sempre più oscure. Siamo chiamati ad assistere ad un incremento esponenziale della violenza insensata e scatenata su scala globale, finché l’attuale Ciclo, distruggendo la memoria sensibile del proprio passato, come di fatto già accade, giungerà a divorare ciecamente se stesso, quale capovolgimento aberrante di un tempo che è Ourobos radioattivo.                     

venerdì 22 agosto 2014

Finzioni e dolore




La stella di ISIS (Ishtar) non conta forse otto punte? Il cui emblema è sintetizzato nello stesso stemma dell’ONU, geometrizzato in 33 caselle tante quanti sono i gradi della Massoneria speculativa? La stessa stella di Papa Bergoglio non conta forse otto punte, e tale non è la stella cui si riferisce l’androginia luciferina? (connubio Venere/Lucifero)

Il sovvertimento emblematico è stato attuato e scandito con l’orchestrazione di eventi cardine avvenuti negli ultimi tre secoli. 
Originariamente tale simbolo aveva valenza eminentemente positiva, la cui lettura oggi non può che acquisire connotazioni negative se l'utilizzo è strumentalizzato dalle corporazioni elitarie dominanti, la cui finalità è capovolgere il sistema valoriale proprio ai riferimenti salvifici dell'animo. 



Sostanzialmente, quando l’insieme delle menzogne adoperate dagli Stati per assoggettare le persone a lavorare e patire per interessi a loro fondamentalmente estranei raggiunge la soglia dell’insostenibilità, allora, per cercare d’evitare o rallentare il più possibile la disgregazione interna di un dato sistema si rende necessario per l’elité dominante creare un progressivo stato d’emergenza, abilmente pianificato, la cui suggestione possa ricompattare in massima parte le insanabili disarmonie interne, subordinando all’emergenza continua ogni condizione di crisi congenita reale. 
Il pericolo maggiore, che viene enfatizzato non è il frutto di un esigenza del momento, ma il consolidamento di un aberrazione programmata con decenni d’anticipo. E’ stato necessario destituire di reale senso storico le generazioni, affinché l’influenza psichica del “Pericolo esterno” potesse dominare le coscienze.

Chi ha dato al fantomatico Abu Bakr al-Baghdadi, comandante dell’ISIS, i milioni di dollari necessari per equipaggiare e armare il piccolo esercito ai suoi ordini? Come ha fatto la sua formazione ad acquistare tanto potere in poco tempo? E soprattutto, perché proprio ora?

La menzogna dominante l’Età attuale s’identifica nella fede del “progresso” industrialmente concepito. Ad esso si assoggettano tutte le diversità. 
Ogni autentica rinascita fonda nell'Arte globalmente perseguita. Ricordiamo le nostre origini. Forse l'ultima fioritura qui in Italia è avvenuta nel XIII secolo, con il risveglio dei comuni, l'affermarsi delle municipalità che, pur tra guerre e complotti, definì comunque il carattere originale dei borghi, la definizione delle loro piazze e portici, (definizione fisica e assieme metafisica) la sistemazione dei centri concepiti a ideale misura d'uomo e, il delinearsi di un attività mercantile e bancaria che seppe conferire un nuovo orientamento al senso della committenza, il cui apice è raggiunto due secoli più tardi nella Firenze medicea.
Così le meravigliose fioriture dell'Islam, nonostante gli scontri con l'Occidente, non si fondarono sull'integralismo comunemente inteso, ma bensì sulla pacifica e realmente illuminata convivenza delle tre religioni scaturite dal tronco genealogico abramitico.
 
L’integralismo islamico che ci paventano, così come la reazione scomposta che gli contrappone un Occidente altrettanto avariato, costituiscono tutt'altro che il risveglio vitale di civiltà che ricercano autenticamente la propria identità. Tutto ciò si rivela essere invece una necessaria strategia, una programmata contraddizione funzionale a questa specifica epoca propriamente crepuscolare, controllata da un potere nichilista ossidato nella morsa ferrigna che esercita sul significato dei tempi e che muove entrambi le parti in causa.
Sono state finanziate, non ingenuamente, dall’occidente per decenni le famiglie dignitarie che possono essere considerate come culturalmente più retrogradi e corruttibili, che poi costituirono le cosiddette “petromonarchie” del mondo islamico. Le petromonarchie dimostrano d’infischiarsene dell’eredità culturale dell’Islam (Dubai è una capitale della fredda supremazia tecnologica, quasi un apoteosi sintetico-satanica) così come i sionisti dimostrano di non curarsi dell’eredità spirituale ebraica e i nostri governi se ne fregano di conservare una memoria viva di ciò che rese l’Europa fucina di Arti e Poesia.

La "peste emozionale" seguita all'avvento del cupo dominio industriale, doveva abbassare il livello d’intendimento delle nazioni ancora non completamente contagiate dal dogma della “crescita”, poiché inizialmente con l’avvento della “rivoluzione industriale”, il lavoro che fu svolto in casa propria è stato prevalentemente un “lavoro sporco”, una contro-opera di sola demolizione e sequenziale impoverimento del territorio, di sostanziale degrado architettonico, paesaggistico e conseguentemente etico; oscuramente glorificato con quella sorta di colpo di stato planetario costituito dall'11/09/2001.

Non dovrebbe essere difficile comprendere che ISIS sia un fenomeno ascrivibile a operazioni di cosiddetta “terza forza” (predilette dai nostri “alleati”) la cui sperimentazione in scala ridotta è stata attuata proprio qui in Italia negli anni ’70 con la “strategia della tensione”: infiltrazione ideologica che abbassava il livello della critica ad un livello disumano, e che rese necessari eccezionali provvedimenti inderogabili, la cui finalità era nient’altro che un ulteriore, ma non ancora definitiva, plastificazione delle coscienze.

Lo spontaneismo enfatizzato dai media che è reale, ma superficiale, di pochi fanatici reclutati in occidente via web, costituisce la formazione dell’eggregore necessaria a conferire credibilità alla drammatica farsa, la cui probabile evocazione è stata avviata a Londra il 22/05/2013.



E’ un capovolgimento di valori avviato con la ri-fondazione della nuova massoneria avvenuta nel 1717(un progetto degenerato) e inaugurato con successo con la Rivoluzione Francese, la stessa fondazione delle Banche moderne e che ora sommerge la storia del suo sovvertimento epocale.    

 


Leggiamo, e rileggiamo, se intendiamo comprendere l’autentico messaggio islamico, le opere degli esegeti (poeti ed eruditi) più fedeli del Corano, tra i maggiori ricordiamo Al Ghazali, Ibn Arabi, Abd al Rahman Jami, Rùmi, autentiche gemme spirituali e i loro commentatori più sensibili e ispirati, quali R. Nicholson, Titus Burckhardt, Louis Massignon, Henry Corbin.

giovedì 14 agosto 2014

i nuovi parametri




Prendo spunto da una considerazione che il medico Wilhelm Reich (1897-1957) scrisse in un suo quaderno di appunti. Nell'intenzione di rivolgere a se stesso una dovuta reazione alla "Peste emozionale" insita nel declino del tempo moderno, e che rende ogni persona aguzzina di se medesima. L'esortazione dunque, di provare ad auto-guarirsi da questa sorta di morbo metafisico, pur essendo annotata privatamente e non facendo originariamente parte di un testo destinato al pubblico, al contempo è indirizzata ad ogni coscienza attenta del proprio tempo.


Benché allo stato attuale sia pressoché impossibile mettersi contro alla macroscopica svalutazione della vita, operata con ogni mezzo e stratagemma innaturale dai governi di tutto il pianeta, i quali, è da ribadire, sono essi stessi strumenti ubbidienti tenuti in pugno da ambigue, quanto potentissime corporazioni tecnocratiche prive d’ogni scrupolo; per noi, piccoli moderni atomizzati che siamo, rimane pur sempre fondamentale tentare di comprendere quale sia la provenienza del motivo opacizzante, o ancor peggio, del motivo, appunto definito da Reich come Peste emozionale, il cui effetto è quello di disgregare la coscienza.

La riduzione dell’animo a “trasparente insignificanza”, ha una presunta fondatezza dimostrata dalle stesse ripetute infrazioni d’ogni principio etico su cui basa qualsiasi presunto successo del cosiddetto “avanzamento tecnologico”.

Quanto passa attraverso la propaganda mediatica, con il significato totalmente ambiguo di conquista della scienza, è una perfetta demagogia esibita come irrinunciabile occasione che migliora la qualità della vita e la durata dell’esistenza. In realtà, tali “conquiste”, impiantano una progressiva artificialità che è l’inesorabile peggioramento se non il drastico annientamento delle facoltà umane maggiormente preziose. Si rivela in ciò, piuttosto che un accrescimento della nostra consapevolezza, l’attacco più spietato alla stessa facoltà della percezione e alla facoltà sensibile della comprensione stessa di chi realmente siamo.

Di sicuro, a meno che un individuo non sia pervaso da un pensiero aridamente relativista, ovvero, a meno che una persona non abbia irrimediabilmente contratto (per usare l'efficace espressione di Reich) quel morbo animico planetariamente diffuso e identificato con il nome di Grande Peste Emozionale, rilasciata con l’avvento del dominio industriale e insita nella propaganda del cosiddetto “progresso”.
Tale persona, dunque, non può che porsi delle domande essenziali circa il significato concernente l'azione riformatrice operata dall'attuale "globalizzazione". 
Forse non abbiamo più speranza di guarire da un inconsueto contagio disseccante le facoltà interiori contraddistinguenti la vitalità dell’animo? Non siamo più in grado di riannodare efficacemente il pensiero ad una sicura percezione posta più in alto della piana ragione? Forse, ottenebrati come non mai da una preponderante suggestione oscura, immersi come siamo nel fondo di questa notte illune che è la modernità, difficilmente possiamo comprendere appieno la nostra essenza che sembra irrimediabilmente diluita e sporcata con una volgare soluzione di laboratorio. 
Forse, rientra nel significato di qualche antica profezia che il nostro ultimo mistero esistenziale possa essere svelato da un codice barre? Intanto, sprofondati dentro la cella elettromagnetica di un letale condizionamento psichico e fisico, qui sopravviviamo; impoveriti per gradi delle risorse a nostra disposizione, nella finalità spregevole di essere definitivamente separati dalla nostra autenticità, d'essere resi incapaci di edificare la nostra immagine nell'Universo. Dopotutto diventiamo ciò che mangiamo e non a caso sapere è assonante a sapore.

Per chi dirige le diverse scansioni dell’attuale “emergenza planetaria”, al principio dell’inganno sostanziale su cui si fonda l’unico totalitarismo vigente, (sono almeno duecento anni a questa parte) la cui corazza è costituita dal dominio della produzione industriale, variamente travestita nel secolo scorso di nero o rosso, così come nell'attuale color neutro democratico, o, del suo antagonista ideale rappresentato nella fosforescenza tetra dell'integralismo terrorista. Per orchestrare tale partitura e le improvvisazioni contenute, affinché potesse serrarsi l’attuale cella elettromagnetica, che è anche elettrochimica così come elettropsichica, e dalla quale è impossibile ogni evasione fisica, tantomeno mistica, (misticismo così inteso dalla new.age o dal cattolicesimo stesso post-conciliare) è stato necessario che all’uomo atomizzato dai totalitarismi del XX sec. all’uomo massificato, spersonalizzato e indottrinato vestito con camicia nera o rossa, si togliesse mediante la più bieca delle propagande la conoscenza-coscienza di quanto si andava elaborando negli astrusi laboratori della modernità. In sostanza, gli uomini nuovi che andavano formando la società di massa non potevano conservare nozione di ciò che rese esseri saldi, creativi e fieri i propri Avi e, tantomeno, avere la minima cognizione della sembianza che loro stessi avrebbero assunto all’occhio clinico degli “esperti”, dei “tecnici”, degli “specializzati”, di quanti insomma s’avviavano a riformare, così come tuttora riformano, i cosiddetti parametri normativi regolanti gli ossessivi ritmi meccanici della produzione in serie, della mai troppo invocata “crescita” e delle cure stesse adottate per la psiche, intrappolata com'è nell'aberrazione ideologica di tali nuove dinamiche.

Oggi il cerchio involuto è chiuso. La cupola chimica è ben serrata e tutti siamo i pupazzi biologici oggetti di un capillare Woodoo planetario, i cui spilloni invisibili sono le stesse frequenze elettromagnetiche che ci percorrono.    

Tali parametri statistico-economici, (un economia im-puramente satanica) definiscono, o meglio, sanciscono, attraverso una sorta di cantilena sacrilega che invita alla realizzazione personale ottenuta attraverso il “consumo” esasperato, la visione univoca e profondamente desolata di una sotto-realtà dominata dalle forme più inutili dell'occorrenza.

L’autentica responsabilità individuale (la Vir) è annullata da una proiezione fantasmica del dovere, da una caricaturale idea del dovere, per mezzo della quale si compie la metamorfosi involuta deformante la persona ad appendice indifferenziata dello sterile ingranaggio produttivo; non importa di che colore esso sia l’importante è che dimostri assoluta fede nichilista nell’idea estremamente vaga del progresso tecnico. 
Del resto è evidente di come, al di la d’infecondi quanto populistici richiami alla fratellanza universale, la Chiesa di Roma stessa, (la sua gerarchia) tutt'altro che costituire il genuino baluardo dell'ultima tensione vitale umana basata sul sentimento autenticamente solidale con la vita tutta del pianeta, dia in realtà continua prova d’assoluta sottomissione a questo tipo di nuova, quanto patologica e spietata oltre ogni umana concezione, fede nel progresso. La fede nel progresso tecnico ha saputo inglobare nelle profondità del suo dominio le stesse fragili fondamenta del primo Dogma.



Così asserviti, nostro malgrado, alle logiche preannunciate in minima parte da questo video , rivelante in fondo solo un “trascurabile” indizio, un presagio che dovrebbe invitare alla riflessione e far sorgere in noi almeno il barlume di una consapevolezza maggiormente profonda.

Non c’è innocuità o scontatezza in una volontà ordinatrice che possiamo riconoscere come deleteria, e che anticipa la nostra diminuzione identitaria sintetizzandola mediante un codice barre. Questa cui assistiamo è solo la fase avanzata di un progetto che intende stabilire la nostra definizione a mero oggetto di esperimento, qualificandoci peraltro come indistinta sottospecie mutante. 
Ogni mattina specchiandoci, proprio perché assuefatti a tale idea, dovremmo riconoscerci come moralmente storpi; consapevoli d’essere  intimamente assuefatti a tale condizionamento avvilente, che c’identifica innanzitutto come miseri esperimenti.

Dovremmo sentirci intrinsecamente minorati e sempre più simili a marionette parlanti, programmate a reagire a specifici suoni o messaggi subliminali, a cifrari criptati destrutturanti la nostra coerenza riflessiva. La post-modernità si rivela essere una quotidiana e fredda pianificazione, operata da burattinai occulti che prediligono, per consolidata ignavia dei loro “illustri” rappresentanti, l'infusione di una larvale parvenza di vita come modello di formazione sociale, garantito dallo squallido teatrino delle piccole vanità e colossali menzogne che si chiama Stato. Oggi lo Stato è una menzogna sovrana trasversalmente reiterata alla giustezza, in cui è sancita, quale eccellente strumento fuorviante l'attenzione delle persone, (di fatto ormai totalmente sviata) la pubblicità come indizio vitale di una nazione. In realtà, tale norma ossessiva elimina la sana misura civile.



Non è il sonno della ragione a generare mostri, ma l’insonnia della ragione stessa a deformare ad incubo la realtà.