giovedì 28 agosto 2014

Propaganda maligna e seduzione oscura


In uno dei suoi ultimi video Beyoncé  è la protagonista di un avvilente festino pop-satanico, personificando nelle movenze i connotati distintivi della possessione diabolica. In particolar modo dal minuto 2:36 l’incoerenza motoria delle mani e del busto, l’invasamento dello sguardo lo rivelano in maniera fin troppo palese.
Si esalta l’aura nichilista di una generazione intimamente sconfitta e che sacrifica al "Cornuto” le sue ultime immiserite tensioni vitali.
La stessa serata degli MTV awards costituisce la sostanza del medesimo richiamo o celebrazione nefasta, dai connotati liturgici (una liturgia invertita) più o meno subliminali e diretti a inneggiare oscuramente a quel potentato invisibile, propriamente Arcontico, nel cui dominio remoto (pre-adamitico) convogliano e da dove ugualmente diramano le molteplici dissonanze proprie alla fonda sconnessione riguardante i misteri dell’animo, e il suo conseguente nesso con la materia.                                                                                                    
L’incoerenza oscura è richiamata per gradi all’attenzione della coscienza, per far si che l’umanità si sottometta definitivamente ad una suggestione più che patologica.
Un’altra estesa “griglia emozionale” ripartisce il Medioriente, dove interessi capitali, misteri liturgici primordiali, accese pulsioni vitali, sono manovrate in un gioco di drammatici contrasti il cui fine è quello di dare l’alibi per il controllo globale (un controllo nullista) di risorse sempre più esigue. E’ un immane olocausto alimentato dalla fornace industriale, in questo caso, foderata, mascherata, dello spettro del cosiddetto “estremismo islamico” o della “intransigenza democratica”, quella che ha provocato mezzo milione di bambini morti in Iraq.                                                               
I finanziatori di tali conflitti, perché dietro questi conflitti si cela un'unica regia, in realtà risiedono nel centro nevralgico dell’economia liberista "democratica" occidentale.
Il sionismo stesso, che è palese esempio d’incorreggibile quanto feroce estremismo, in realtà ottiene dalla minaccia estremista islamica il miglior alibi per cercare di estendere il proprio  controllo su risorse altrimenti impossibili da dominare.
Nessuno di questi eventi è realmente spontaneo. Di naturale c’è solo la morte delle persone, il dolore è autentico, l’adesione di fanatici sprovveduti è autentica ed è necessario tutto ciò per dirigere il corso degli eventi e piegare il flusso della storia. Tutto questo dolore è impuramente filtrato dai media, e viene inserito tra motivetti pubblicitari e le notizie sportive, divenendo perciò parte di un insospettabile “buio cerimoniale” officiato nel sottovuoto Catodico, che standardizza la sofferenza svuotandola della dignità tragica. Oggi non si scontrano Civiltà vitali, ma società meccanizzate intimamente spente e pervase di un sovrano, quanto trasversale interesse nichilista. Agiscono governi e coalizioni “bidimensionali” incollate a malapena con lo sputo della demagogia.
E’ unicamente il dominio industriale che riveste, di una formidabile armatura tecnologica, l’atrocità normalizzatrice che livella a significato profano, o parodisticamente mistico, ogni coinvolgimento umano e ogni suo tentativo di modificazione degli eventi provocati dall’esigenza di un profitto essenzialmente iper-contaminante.
In Siria, di fatto, si è provveduto a compiere la distruzione rituale dei luoghi di culto storici in cui si armonizzarono le religioni scaturite dal ceppo Abramitico.
Tutta la società, i suoi ritmi frenetici, sono scanditi da una continua e sovrana celebrazione oscura, che esalta una necrofilia dissimulata in spietati ottimismi, nelle stesse algide prestazioni atletiche, solo esteriori, nell’innovazione tecnologica, che si risolve in innesti anestetizzati, ma ugualmente brutali, che agiscono nel profondo degli equilibri naturali. E' promulgata ad ogni livello la cosiddetta distrazione di massa o svago, offerta da stimoli essenzialmente eccessivi, squilibrati.     
Non può esserci parallelo con l’età delle prime crociate, esse stesse benché atroci furono intrecciate con definite attinenze spirituali oggi svanite. 
La qualità della trama storica, ancora intesseva il sordido interesse economico all’aspirazione della Conoscenza, testimoniata nella vitalità stessa delle Civiltà che pur volgevano al loro tramonto. Esempi di architettura sublimi da entrambe le parti, scuole filosofiche e misteriche realmente vitali e intessute d’autentica Luce Sapienziale, da cui emersero i Poeti d’Amore Persiani e i Trovatori del Dolce Stil Novo che ai primi s’ispirarono.                           
L’indagine delle cose, fino a un dato momento, divenne mezzo e opportunità d’avviamento all’elevazione dell’anima e così rimase, pur contrastato da atroci contraddizioni. Si ricorda la fioritura Cistercense dell’anno 1000: quest'ordine si fece garante un principio che fondava la formazione dell'animo mediante l'approfondimento dell'arte globalmente intesa, dunque della trasmissione di una effettiva Conoscenza, (eminentemente pratica) che, trasmessa anche da altre corporazioni, si protrae in forme sempre più malinconiche fino a tutto il Rinascimento.
Per fare ancora un esempio, nei primi due secoli dell’era volgare, benché Roma fosse già decadente, l’antica Stoa rinnovava i propri motivi, attingendo alla fonte neoplatonica una rinnovata concezione del Cosmo che non rimaneva arida teoria, ma effettiva pratica esistenziale anche per molti esponenti di primissimo piano della vita pubblica.
La dinastia degli Antonini costituisce, non a caso, uno dei maggiori esempi di potere coniugato alla sensibilità.
Marco Aurelio, incentra tutte le sue meditazioni nella coscienza cosmica e nel senso puramente panico dell’Essere e del Divino. Uomo di potere, guerriero, non era esente da una considerazione meramente utilitarista della vita, dovendo garantire continuità agli interessi materiali di Roma, ma, a ogni modo, non si può non considerare come prodigiosa la sua levatura interiore. In particolar modo se rapportata al pressoché inesistente intimo sentire dei “nuovi Cesari” dotati di una coscienza silicea.

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