mercoledì 25 febbraio 2015

Tempi nuovi e Restaurazione




L’autentica Restaurazione è da intendere come l’effettivo “risveglio” delle potenzialità animiche della persona, elevata infinitamente oltre gli inevitabili orrori delle cosiddette “Rivoluzioni storiche”, ma anche dalle infamie operate da quelle volontà legate alla “Reazione” che ad esse si contrappongono. Un attenta lettura della storia degli ultimi trecento anni rivela come le pressioni "rivoluzionarie" e "reazionarie" sono i due tiri uguali e contrari utili ad aggiogare le moltitudini alle briglie “concettuali” di un identico ordine, rivelatosi come meramente "meccanicista" e che identifica nell’accadere dei moti esterni sia di quelli interiori il prodotto di una pura causalità monotona, su cui s'è innestata la realtà industriale scandita appunto da un ritmo produttivo monotono e aberrante, indifferente alla vita che investe e che considera la vita stessa non preordinata a una superiore finalità. 
L'assetto ordinativo moderno, sostanzialmente mira a ridurre in assoluta schiavitù l'identità umana attraverso la progressiva dissolvenza della sua specificità propriamente magica: "mago" = Magno purificatore.


Rifondare il senso della “Traditio”, di fatto, è l’unica possibile occasione libertà a noi concessa dal destino universale, poiché l'idea di Tradizione riguarda appunto l’identità propriamente magico-poetica atta a definire la prima qualità dell'essere effettivamente cosciente di sé. 
Non può esserci veridica comprensione e memoria di sé quando in noi s’è dissolta la qualità sensibile e premonitrice di un intima tensione radiosa e impersonale che è connessa alla massima realizzazione della coscienza.

La memoria sussiste solo nella sfuggente dimensione mitica, nella premonizione stessa del Mito, attraverso l’intuizione  - “veridico miraggio” - delle fonti aurorali dell’anima in cui la barriera del tempo dissolve la circolarità delimitante le nostre transitorie esistenze. Omero, Esiodo, Platone, Dante, invocando le Muse individuarono in Mnemosine (la Memoria) loro madre, l'ispirazione per eccellenza, quale prima facoltà divina, poiché a Lei connessa inscindibilmente germoglia l’intuizione poetica, qui intesa come Furor - Estros, ovvero, irruzione del principio irrazionale luminoso conferente all’anima una radianza assoluta ed unica, la medesima emblematizzata dal Cristo narrato nei Vangeli gnostici e per la quale, prodigiosamente, Egli arriva a dissolvere il dominio atroce imposto dagli Arconti sulla presente dimensione.
Memoria è pura evasione sacrale dal tempo volgarmente percepito. Consideriamo la realtà di questi tempi ordinariamente definiti come "nuovi", in cui vige la regola della scienza positiva, che intende individuare la nostra identità attraverso parametri volgarmente sperimentali: essa stabilisce limiti ordinari che, per quanto macchinosi possano risultare, subordinano in ogni caso la nostra realizzazione ultima in una sfera d’azione miseramente materiale. Questo perché è la necessità a decretare l'unica verità legittimante la dimensione industriale. Necessità oggi sempre più artificiosamente "educata" e che costituisce il sostegno ideale per accrescere in noi ogni genere di paura. Paura, è privazione della sicurezza e dell’identità, per questo possiamo definire tutta la pubblicità come il più eccellente strumento di terrore subliminale scatenato in forma di contagio (peste emozionale) sulla psiche collettiva sempre più malata dell'odierna società di massa.
Ogni messaggio o immagine di propaganda mediatica mira a dissolvere la percezione della Memoria. 
Noi che siamo i “tuffati” nella storia, annaspiamo travolti dalle ondate cronologiche di una corrente epocale sempre più impetuosa e caotica, ci dibattiamo tra correnti incoerenti sempre più incapaci di armonizzare le bracciate alla distanza indefinita che ci separa dalla "riva": enigmatico approdo della coscienza. 
Nuotiamo alla cieca sotto un cielo illune che è privo di costellazioni di riferimento. 
La prova che i grandi poeti realizzarono fu sempre una “riflessione siderale”, una navigazione allegorica "sostenuta" dal chiarissimo e assieme "inquietante", immensamente evocativo, dialogo con ideali tracciati stellari; la loro è stata la perfetta significazione di una funzione semantica immensamente ispirata e che a noi rimane sempre più incomprensibile per nostro difetto di risonanza interiore.
L'ingegno oggi s'è pressoché atrofizzato per assuefazione del pensiero ad una logica fredda, un pensiero relegato nel misero utilitarismo aridamente "digitalizzato", conforme ad assolvere sterili “funzioni binarie”.
La “significazione” della presenza a questa vita culmina invece quando nella coscienza irrompe l'evento che è proprio alla Catarsi, (Risveglio) dove appunto s’invera l'effettiva Restaurazione operata nel tempo umano che prodigiosamente risale all’ineffabile sorgente cosmica. 
Questo il significato del Mistero della Resurrezione simbolicamente rinnovata dal Cristo, che è fondata su un principio eminentemente e santamente irrazionale. 
Per questo stesso motivo nell’oblio Platone individua la più grave delle dannazioni per l’anima. E' nella tetra dimenticanza che noi smarriamo il  contatto con la verità, consegnandoci all’inganno delle Tenebre (oggi le tenebre possiedono un’abbacinante fosforescenza silicea) e dunque, ci distacchiamo dalla nostra unica possibilità d'essere autenticamente liberi; che vale l'essere svincolati dall'inganno che avvolge il presente Ciclo.
Il dramma contemporaneo consiste nello smarrimento più fondo di ciò che la dottrina Indù definisce come Dharma, (Regola) e la Tradizione stessa di Roma identificò, fino a un dato momento della sua manifestazione storica, nello Jus, ossia, la solida scansione liturgica attraverso cui orientare il senso dei nostri atti quotidiani.
Come poter attingere a questo nucleo primordiale di salvezza ontologica è l’unica e autentica sfida dell’uomo moderno: pur essendo immerso nell'assurdo oscurato dei "tempi nuovi" riuscire ad interiorizzare l'essenza vivificante di una "seconda Traditio":
riuscirvi per quanto sia eccezionalmente privo d'ogni chiara coordinata trascendente e dell'indispensabile supporto fornito dalla "grammatica operativa" propria alle Sacre Discipline.          




Link a questo post:

Crea un link

<< Home page