martedì 10 gennaio 2017

cinque semplici punti



E’ importante provare qui e ora a divenire teurgi di noi stessi, ad accrescere la positiva Suggestione-Tensione, propriamente Splendente.
Il "geniale pathos", un tempo radicato nella formazione spirituale propria al "sentire" arcaico oggi è a noi più prossimo di quanto comunemente non si potrebbe ritenere. La sua tenace idealità giace latente nel fondo di ogni coscienza che aspira alla “chiarificazione”.
Gli elementi naturali benché aggrediti dall’attuale "inquisizione elettromagnetica" ancora possono comunicare, infondere alla nostra interiorità la loro identità propriamente geniale.
E’ imprescindibile il voler riannodare la nostra identità all’essenza geniale degli elementi vitali, ai “numina”.
“Gentili numina”, non indistinta subordinazione a “dii”.
Non culto irrigidito in esteriore “templa”, ma rinvenimento dell’intima “fontes” reperita attraverso il percorso di “luci et nemora” interiori.
Tutto ciò sarebbe davvero necessario per l’avvio del perfezionamento interiore, senza il quale d’ora innanzi sussisteremo solo come misere cavie da laboratorio.
Perché intendere di stazionare lietamente in questo malsano “acquitrino elettro-chimico” realizzerebbe in noi la più triste delle parodie, (a ciò aspirano conseguire i transumanisti ) col personificare nell'uomo vivente quell’infelicissima presenza vitrea di manichini prodotti in serie.




L’espressione concreta della poesia di fronte all’esistenza che scorre via, consiste nell’intuire-accordare valore infinito all’apparente esiguità di ogni istante, (benché l’istante, oggi, sia estremamente contaminato).

  1. Dialoga costantemente con il corpo e con l’animo (esercizio/ascesi).
  2. Riconosci le cose per quello che sono: l’alchimia consiste nell’arte della separazione, del saper vagliare. Oggi consisterebbe anche nel saper riconoscere tutte quelle circostanze che vanno a provocare una corruzione, propriamente “virtuale”, della nostra essenza invisibile.
  3. Il dominio industriale-consumistico-tecnologico, agisce mediante un rilevante influsso ipnotico che spegne l’autentica esaltazione, (la sacra sublimazione) originariamente una qualità elettiva dell’animo, sovrapponendogli una caricaturale glorificazione esclusivamente egoistica, che in brevissimo tempo riduce la persona alla “completa passività”: intendendo per questa uno svigorimento dell’attenzione superiore della mente.
  4. Questo tipo di nuova passività è mimetica, in quanto può rendere esteriormente attivi – “digitalmente scaltri” – ma intimamente spenti, inconsapevoli, profondamente disincantati: ovvero, incapaci a distillare intimamente ciò che un tempo fu definito come “oro potabile”.
  5.  La nostra adesione acritica a questo stato corrotto di cose, così come la  rinuncia a voler in ogni caso migliorare se stessi (felice disciplina mirata alla progressiva estinzione dell’ego)  rafforza quest’egregora estremamente malevola scatenata sul tempo presente. La “loro” finalità è desensibilizzare la coscienza per annientare lo spirito e, conseguentemente, dissolvere la prodigiosa facoltà della pura autodeterminazione: per questo il compiacimento di se stessi (sia esso “credente” che “nichilista”) va interpretato come una condizione estremamente negativa quanto sterile della persona.  

Ad esempio, questa frase contenuta nel Vangelo gnostico di Tommaso e' quanto mai attuale “Voi dunque siate vigilanti di fronte al mondo e cingetevi i fianchi di grande potenza…” 
L’azione metaforica inerente la “fasciatura della veste” riguarda il consolidamento del primo rivestimento dell’animo, ovvero, della volontà, una qualità inscindibile in questo piano dimensionale dal corpo fisico stesso.
Il lavoro su di sé, dunque, serve ugualmente a “fasciare la carena dell'animo”, serve a consolidare la nostra navicella votiva interiore custodente l’enigma dello spirito.

La corrente che navighiamo è il tempo e presto o tardi ci precipiterà nell’ultimo vortice dell’istante.
L’inevitabile “salto” dovrà auguralmente valicare la profondità fisica del Cosmo, estinguendo qui la nostra identità transeunte: “tutti vanno in un medesimo luogo; tutti vengono dalla polvere, e tutti ritornano alla polvere” ( Ec 3:20).
Ciò che anima questa polvere e che in noi può divenire “disperante grumo di tenebre” così come “policroma tensione estasiata”, “applicazione appassionata”, “contemplazione iridescente”, tale indefinibile essenza appartiene al Meta-Cosmo.

La rammemorazione sublime è l’essenza del mistero congiunto alla nostra coscienza.

Troverai a sinistra delle case di Ade una fonte,  
/presso di essa si erge un bianco cipresso;  
/a questa fonte non avvicinarti neppure.  
/ Ne troverai un'altra, fresca acqua che scorre  
/dal lago di Memoria (Mnemosyne); innanzi vi sono custodi.  
/ Di': "Sono figlia della Terra e del Cielo stellato, ma la mia stirpe è celeste; questo anche voi lo sapete.  
/ Sono arsa di sete e vengo meno: ma datemi presto  
/ l'acqua fresca che scorre dal lago di Memoria". 
/ Ed essi ti daranno da bere dalla fonte divina,  
/ e allora poi regnerai con gli altri eroi. 
/ Questo è sacro a Memoria, quando sia sul punto di morire.  
In margine si legge: “... la tenebra che intorno avvolge”. 
(Lamine d'oro Orfiche)


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